
CANAVESE - Si avvicina l'ora delle decisioni sul nuovo ospedale del Canavese. In questi giorni i sindaci sono chiamati a comunicare alla Regione Piemonte la scelta su quale area vorrebbero edificare il moderno nosocomio. La scelta dell’area sulla quale si edificherà la struttura sanitaria verrà in seguito discussa dalla Giunta Regionale e, in ultima battuta, verrà analizzata dal Consiglio Regionale.
Al momento le aree candidate che si contendono la nomina per diventare la location della nuova struttura sanitaria sono tre: quella dell’ex Olivetti (Ivrea), l’area ex Montefibre (Ivrea) e l’ex area Ribes (Pavone Canavese). All’interno del territorio eporediese, ma non solo, questa triade ha fatto emergere preferenze differenti.
Gli esponenti della web community «PiazzaEporedia» hanno espresso pubblicamente il proprio parere: «Molti continuano a generare l'errore di base, ma oramai è evidente che non sia più credibile la mera svista o la superficialità nel parlare del "nuovo ospedale del Canavese". E' un palese ed ingannevole tentativo di suggestionare i cittadini. Quindi veniamo alla concreta realtà. Per quanto risulta agli atti della Regione Piemonte, i progetti riguardano l'ospedale di Ivrea, talvolta definito dell'eporediese, ma non certamente si può e si deve parlare di ospedale del Canavese, poiché semplicemente non è quello il progetto.Speriamo che Ivrea sappia unire altri sindaci nell'indicare come prioritaria l'area ex Montefibre per il nuovo ospedale. E che ciò non avvenga nel chiuso di qualche palazzo, ma ampiamente condiviso pubblicamente, avviando un serrato confronto minuto per minuto».
La web community «PiazzaEporedia» sostiene infatti che il Nuovo Ospedale sia un progetto che riguarda il Comune di Ivrea, e non il Canavese in generale. Pertanto, esprime il proprio volere sulla base di questa considerazione, privilegiando l’area ex Montefibre. L’enunciato della web community coinvolge inoltre l’analisi di una raccolta firme, lanciata da alcuni cittadini alto canavesani per chiedere di scegliere l'ex area Ribes: «Si stigmatizza quindi la raccolta firme depositata in Regione operata nell'area nord Canavese, non solo per l'esiguo numero assolutamente irrisorio ed insignificante rispetto al bacino di abitanti che gravita intorno ad Ivrea, compresa la bassa Valle d'Aosta, che ammonta a decine di migliaia di abitanti, ma anche e soprattutto per il tentativo di creare una divisione territoriale ingiustificata, logica lontanissima dagli interessi della collettività eporediese e da quella della sanità canavesana in generale, che ha sempre posto al centro la tutela storica dell'ospedale di Ivrea».
«La Regione Piemonte si è trovata ad assumere il ruolo di giudice rispetto ad una disputa generata ad arte da alcuni sindaci dell'alto Canavese che vorrebbero sovvertire l'assetto territoriale sanitario da sempre radicato nella centralità dell'ospedale di Ivrea - concludono da PiazzaEporedia - L'invito della Regione ai sindaci di indicare una scelta condivisa mira appunto a smorzare l'aggressività di alcuni sindaci dell'alto Canavese, che pur rappresentando un territorio importante, certamente è molto diverso dall'area che gravita intorno all'eporediese, il cui sviluppo socio economico ha inglobato da sempre il presidio ospedaliero. Speriamo che Ivrea sappia unire altri sindaci nell'indicare come prioritaria l'area ex Montefibre per il nuovo ospedale. E che ciò non avvenga nel chiuso di qualche palazzo ma ampiamente condiviso pubblicamente ogni passo con tutta la popolazione di una scelta così importante. Avviando un serrato confronto minuto per minuto. Tutti devono sapere chi ci tiene per l'ospedale di Ivrea»..(G.C.)








