PAVONE-IVREA - Nuovo ospedale, Canavese Riformista attacca Coldiretti e Regione

IVREA - Dura presa di posizione dell’associazione Canavese Riformista sulla location del nuovo ospedale del Canavese. Il territorio si conferma spaccato tra due opposte visioni; chi è a favore dell’ex area Montefribre e chi invece opta per Pavone. Un’ipotesi, quest’ultima, caldeggiata anche dal sodalizio Canavese Riformista: «Apprendiamo con stupore dal comunicato apparso sulla pagina ufficiale Facebook della Regione Piemonte che l'assessore alla sanità Icardi, durante un incontro con una rappresentanza dei sindaci dell'Asl To4, avrebbe dichiarato che a seguito degli ultimi approfondimenti sui siti dove allocare il nuovo ospedale del Canavese, risulterebbero sostanzialmente equivalenti le due area ex Ribes ed ex Montefibre. Questo atteggiamento grida vendetta politica per oltre 150 mila cittadini del Canavese che sarebbero enormemente penalizzati se fosse confermata la scelta di costruire il nuovo nosocomio del Canavese all'interno di un tessuto già fortemente urbanizzato come quello di Ivrea».

«Ricordiamo alla Coldiretti, alla giunta e a tutti coloro che sostengono l'area Montefibre che il vero consumo di suolo inutile non è l'ospedale a Pavone ma quello necessario per un altro casello – scrivono dal gruppo presieduto da Lorenzo Nicotra - Quanti ne deve avere una città di 23mila abitanti? Tra l’altro il casello nuovo non diminuirà il traffico ne renderà più accessibile l'ospedale in centro città. A proposito di suolo, invitiamo tutti a ripercorrere la storia della bonifica dei terreni ex Salp a Rivarolo Canavese. Come per Montefibre si trattava di ex industria chimica. Costi e tempi enormi con l'incognita di non sapere cosa si troverà». 

«L'area Montefibre, data l'esiguità, impedirà qualsiasi futuro e necessario ampliamento della struttura – concludono da Canavese Riformista, dopo aver scritto ai consiglieri regionali di minoranza chiedendo loro di convocare la commissione sanità della Regione per essere sentiti sul nuovo ospedale - La questione ospedale non avrà risvolti solo a livello sanitario. Tra 12 mesi si voterà per le regionali. Sarà nostro compito ricordare agli oltre 150mila canavesani che verranno fortemente penalizzati dall'eventuale scelta di Montefibre quali saranno le forze e gli esponenti politici che avranno avuto a cuore il loro diritto alla salute».