IVREA - Legambiente contro le nuove centrali idroelettriche
Legambiente ribadisce il suo «No» al progetto delle nuove centrali idroelettriche nei Comuni di Montalto Dora e Ivrea. Il circolo «Dora Baltea» sostiene che il livello di sfruttamento a fini idroelettrici in quel breve tratto di fiume sia già eccessivo rispetto alla capacità di rigenerazione qualitativa delle acque e, di conseguenza, che non sia opportuno il rilascio di nuove autorizzazioni.
 
«Il progetto in esame - scrive il presidente del circolo, Domenico Pignataro - costituisce una nuova complessa infrastruttura inserita, contro ogni norma del Piano delle Fasce Fluviali dell’Autorità di Bacino, lungo il bacino a monte di Ivrea fino all’Isola dei Conigli, che interferisce pesantemente con il deflusso delle piene della Dora Baltea. Il canale di carico, dall’opera di presa dello scarico in Dora della centrale di Montalto Dora fino alla nuova centrale parzialmente inserita nella collina a valle delle cascine Germane, modifica la dinamica di deflusso della piena indirizzando la corrente verso l’Isola dei Conigli e ne incrementa la velocità. Riteniamo dunque che debbano valere i principi di precauzione e priorità. Fin tanto che non vengono risolti i problemi tuttora aperti del nodo idraulico di Ivrea non è opportuno l’inserimento delle infrastrutture previste dal progetto in esame che impattano il sistema realizzato».
 
Per quanto riguarda gli aspetti paesaggistici, il progetto prevede di collocare la centrale davanti al castello di Banchette e relativo parco vincolati dalle belle arti. Sempre in relazione all’impatto paesaggistico, Legambiente evidenzia che il numero di piante di cui è previsto l’abbattimento, ovvero, come scrive Idropadana “intercettate dal canale di scarico”, rappresenta il ragguardevole numero di 1600: «Ciò rappresenta una vera e propria devastazione di un’area boschiva». 
 
«Su questo breve tratto di fiume insiste la presenza di ben 7 centrali idroelettriche operative alle quali vanno aggiunte alcune derivazioni per altri utilizzi. La nostra considerazione è che il livello di sfruttamento a fini idroelettrici in quel breve tratto di fiume sia già eccessivo rispetto alla capacità di rigenerazione qualitativa delle acque e, di conseguenza, che non sia opportuno il rilascio di nuove autorizzazioni. Crediamo che una autorizzazione concessa oltre 10 anni fa non debba più essere considerata efficace nella sostanza, se non nella forma, e che dunque sia necessario domandarsi se non è il caso di riconsiderare integralmente la procedura autorizzativa, anche in relazione alla adozione del Piano di Tutela delle Acque del 2007. Lo sfruttamento delle acque a scopi idroelettrici ha già raggiunto, nel territorio piemontese, livelli altissimi e in qualche caso, come quello dell’asta della Dora Baltea nel tratto tra Carema e Ivrea, assolutamente pericolosi per la salubrità delle acque. Nessun altro impianto di centrale di produzione idroelettrica debba essere autorizzato sulla Dora Baltea tra Carema e Ivrea».