IVREA - Lavoratori Vodafone tornano in Canavese: esultano i Cobas

Il sindacato dei Cobas esulta per la decisione del tribunale di Ivrea relativa al trasferimento dei dipendenti della Vodafone da Ivrea a Milano. Trasferimento che, secondo il sindacato, è sempre stato immotivato. Il giudice del lavoro, la scorsa settimana, ha dato ragione ai dipendenti ordinando l'immediato ritorno nella sede eporediese dell'azienda di telefonia. «Per i lavoratori Vodafone non c'è stato intervento politico, ma solo la determinazione sindacale e giuridica dei lavoratori e dell'organizzazione Cobas di impedire questa ennesima violazione di diritti e Vodafone ha nuovamente dovuto prendere atto che non può fare tutto quello che vuole».

Cobas ricorda che «già nel 2015 aveva dovuto reintegrare a Ivrea diciassette tra le centinaia di dipendenti che nel 2007 erano stati terziarizzati e veicolati al Gruppo Comdata. 17 lavoratrici e lavoratori hanno resistito caparbiamente per otto anni, fino alla sentenza che ha invalidato il trasferimento di azienda e obbligato Vodafone a riprenderli in casa nella sede di Ivrea. A maggio 2026, dopo un anno e mezzo, l’Azienda attiva per loro un trasferimento punitivo, inventandosi un servizio tanto importante per le strategie imprenditoriali da potersi svolgere solo a Milano (prima era fatto in Romania) e obbligando 15 dipendenti su 17 (le due residue sono in maternità) a farsi quattro ore al giorno di viaggio in navetta per prestare 5 o 6 ore di lavoro (essendo essi quasi tutte/i con contratti part time). Tutte e tutti i trasferiti sono aderenti al Cobas, e due sono anche stati eletti delegati Rsu».

«A dare una mano all'azineda accorrono ancora una volta Cgil, Cisl e Uil che il 27 luglio firmano in Regione Piemonte un accordo a “tutela” dei trasferiti per cui – con un incentivo di quattro mensilità lorde – possono avere l’opportunità di ritornare sì a Ivrea, ma sotto Comdata (quella ditta da cui ci hanno messo otto anni ad uscire), come neo-assunti e col jobs'act, e quindi senza accordistica aziendale di maggior favore e senza articolo 18». A settembre l'organizzazione Cobas presenta ricorso. Il giudice del lavoro di Ivrea accoglie l'istanza dei lavoratori.

Nella sentenza, il giudice «dichiara nulli i trasferimenti dei lavoratori e ordina a Vodafone Italia di adibirli nuovamente alla sede di Ivrea, assegnando loro le stesse mansioni svolte prima che fossero trasferiti o mansioni equivalenti; ordina a Vodafone Italia di astenersi, per il futuro, da comportamenti analoghi a quello sopra descritto; condanna Vodafone Italia alla integrale rifusione delle spese di lite sostenute da Cobas Lavoro Privato».