
Riportando la dichiarazione della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta, firmata dall'Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, anche la diocesi di Ivrea, come le diocesi di tutta Italia, ha deciso di prendere posizione sui diritti civili e sul Family Day che si terrà a Roma. «Noi, Vescovi del Piemonte, con viva fraternità e responsabilità, ci uniamo a Papa Francesco e a tutti gli altri “pastori” d’Italia per promuovere una cultura dell’incontro in un dialogo chiaro, motivato, sereno con tutte le componenti della nostra società, forti dell’unica potenza umano-divina, quella dell’amore». Ma, a parte la premessa di dialogo, le tesi riportate nella lettera non sembrano, per ora, oggetto di dibattito.
«La famiglia è fondata sul matrimonio - dicono i vescovi - unione d’amore vissuta stabilmente tra donna e uomo, aperta alla gioia responsabile del dono dei figli. I figli devono beneficiare dell’amore operosamente efficace di un padre e di una madre. Gli adulti non possono e non devono trasformare desideri in diritti e imporre al minore ciò che ritengono bello e giusto per se stessi. La famiglia è un dono costitutivo, architrave, di ogni civiltà, della vita della persona, della bella e buona espressione di tanti italiani. Lo attesta e conferma con saggezza e chiarezza la Costituzione della nostra Italia.








