IVREA - La città sogna i «Murazzi» sulla Dora per rilanciare turismo, commercio e iniziative culturali

IVREA - L'assessore al Turismo, Costanza Casali, ha presentato delle osservazioni volte ad inserire nel nuovo Piano Regolatore la possibilità di realizzare strutture galleggianti sulla Dora Baltea in corso Re Umberto. Un progetto che intende dare una veste turistica ad Ivrea, incentivando il commercio e le iniziative culturali, nell’ottica di valorizzare gli spazi della città storica in affaccio sul fiume. Si è chiesto di valutare la possibilità di prevedere la realizzazione, nel tratto di corso Re Umberto compreso tra i Giardini Marinai d’Italia e i Giardini Giusiana, di piattaforme e strutture galleggianti che permettano un rapporto diretto con l’acqua, da utilizzare per funzioni commerciali di ristorazione, ludico-ricreative, turistico-ricettive e servizi per il tempo libero.  

«Molte altre città sfruttano il lungofiume come un’area costituita da zone attrezzate, più o meno ampie, in modo da renderle luoghi dinamici di incontri, di movimento e di intrattenimento - spiega l'assessore Casali - alla radice delle proposte che ho formalizzato, volte alla riconquista dei margini d’acqua della Dora Baltea, sussiste un forte desiderio di rilancio delle politiche economiche, turistiche e culturali, rilancio che si riflette inevitabilmente sull’immagine collettiva della città e che può rafforzare la crescita economica di Ivrea. Vorrei che la valorizzazione del Lungo Dora crei un’immagine favorevole della città in grado di rappresentare una forte identità tale da suscitare interesse e curiosità, al fine di ottenere visibilità e successo in ambito sia nazionale che internazionale, non solo attraendo turisti e visitatori, ma anche e soprattutto rilanciando il rapporto con cittadini e residenti». Per l'assessore la riconquista del «waterfront» rappresenta una grande opportunità nell’ottica di sperimentare nuovi modi di convivere con l’acqua. «Il turismo di prossimità rappresenta il futuro, posto che, a causa dell’emergenza covid-19, per qualche tempo gli assembramenti e gli spostamenti in massa non saranno permessi. Pertanto, abbiamo una grande opportunità come città e territorio, poiché, con le nuove tendenze, possiamo diventare competitivi, vista la varietà di offerta su cui possiamo contare, che non necessita di essere sostenuta da strutture ricettive di massa».

Le piattaforme galleggianti potranno essere spazi esterni di pertinenza di esercizi prossimi al fiume o anche strutture del tutto autonome. L’ubicazione delle strutture andrebbe attentamente valutata in relazione ai vincoli di varia natura insistenti sull’area e dovrebbe avvenire comunque nel pieno rispetto del corso d’acqua, la cui tutela è un diritto-dovere. Pertanto, tutte le strutture e le attrezzature stabili o provvisorie ad esse funzionali dovrebbero essere, anche in quest’ottica, opportunamente dimensionate e collocate.