
IVREA - Bene ma non benissimo l'incontro tra sindacati, Regione Piemonte e Konecta sul futuro della sede di Ivrea. La multinazionale dei call-center non ha ritirato la proposta di accorpare le sedi a Torino: significherebbe perdere in una botta sola (in Canavese) 700 posti di lavoro.
Per quel che riguarda gli esuberi, invece, si è trovato l'accordo per 180 lavoratori che usciranno dall'azienda su base volontaria. Ottanta di questi usciranno da Ivrea. Al tavolo, convocato dalla vicepresidente regionale Elena Chiorino, erano presenti anche i sindaci di Ivrea e Asti. La Regione ha confermato l’impegno a sostenere percorsi di formazione e reskilling attraverso le Academy Piemonte.
I sindacati, compatti, hanno ribadito il loro «no» alla chiusura delle sedi di Ivrea e Asti. L’azienda, dal canto suoi, ha confermato di voler investire su un unico polo digitale torinese, confermando in questo modo la forza lavoro. Proposta irricevibile, però, per chi dal Canavese, per 750 euro al mese, dovrà fare tutti i giorni su e giù da Torino.








