IVREA - Intercultura: anche il Canavese partecipa al progetto

IVREA - Il Centro Locale di Ivrea e Canavese nasce nel 1972 e oggi sono circa 30 i volontari che gestiscono le attività dell’associazione a livello locale. Oltre alla gestione locale dei nostri programmi di scambio, il centro ritiene importante promuovere ed organizzare iniziative a livello cittadino allo scopo di sensibilizzare sempre di più sui temi dell’interculturalità. Per questo collabora con le scuole del territorio e con numerose altre associazioni locali per manifestazioni di sensibilizzazione sui temi di legalità, cittadinanza attiva, tutela dell’ambiente, promozione del territorio.

Intercultura vuole contribuire alla creazione di una società mondiale pacificata, non attraverso la presenza egemone di poche culture ai danni di tutte le altre, ma attraverso il riconoscimento degli apporti che ogni cultura può dare alla soluzione di problemi comuni. Il progetto promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno quasi 1500 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Il metodo utilizzato da Intercultura, affinchè questo progetto educativo possa concretizzarsi, è quello di far vivere un’esperienza personale di educazione alla mondialità, più o meno estesa nel tempo (da un mese ad un anno).

I partecipanti agli scambi sono soprattutto giovani tra i 15 e i 18 anni e il Centro locale di Ivrea e Canavese in questi anni ha ospitato circa 250 ragazzi stranieri. A settembre 2021 arriveranno in Italia circa 300, alcuni di loro sono ancora senza una famiglia.

«Viaggiare e conoscere nuove culture è da sempre il sogno di tutti i ragazzi del mondo - commentano i volontari del Centro - apriamo le nostre case per dare loro l’opportunità di realizzare questi loro sogni e ci diamo l’occasione di viaggiare pur rimanendo a casa. Con tanti dei ragazzi siamo rimasti in contatto ed è sempre emozionante risentirli».

Alla domanda: "Come descriveresti in due parole l’esperienza di ospitare con Intercultura” Diego, un papà che nel 2018 ha ospitato Guitar dalla Tailandia e nel 2019 Raphael dalla Francia risponde: «Mi basta una parola “meravigliosa!" nel senso che è un’esperienza piena di meraviglie». 

Invece Ilaria, che nel 2017 ha ospitato Eduardo da Panama, parla così della sua esperienza: «Essere famiglia ospitante vuol dire sperimentare sulla propria pelle come sia possibile stringere dei legami fortissimi con persone molto diverse da te, come sia possibile e persino naturale amare come un figlio chi figlio non è, vuol dire avere l’immenso privilegio di diventare, a tutti gli effetti, un’altra famiglia per quel ragazzo o quella ragazza». 

Il Centro locale di Ivrea e Canavese sta cercando famiglie "adottive" e informa che è possibile candidarsi contattando la presidente del centro Gloria De Filippi pr@intercultura-ivrea.org. (ETB)