IVREA - Intelligenza artificiale, le aziende del Canavese alle prese con la «rivoluzione»
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IVREA - Si è svolto in Confindustria Canavese a Ivrea un incontro nel corso del quale sono stati presentati i risultati di un’indagine realizzata per comprendere il livello di adozione, percezione e readiness delle imprese del territorio rispetto alle tecnologie di IA.

Dai risultati dell’indagine emerge un tessuto imprenditoriale tecnologicamente maturo dal punto di vista infrastrutturale, ma ancora in una fase di transizione verso un utilizzo pienamente strategico dei dati e dell’Intelligenza Artificiale. Oltre il 94% delle aziende dichiara un livello di digitalizzazione medio o alto, con una diffusione molto elevata di sistemi gestionali ERP (87%) e strumenti di collaborazione digitale (83%). Tuttavia, solo circa una impresa su due utilizza strumenti chiave per un approccio data-driven, come Business Intelligence (59%), CRM (50%) e cloud computing (48%).

Un dato particolarmente significativo riguarda la governance dell’Intelligenza Artificiale: il 74% delle imprese non ha ancora definito prassi o policy interne sull’uso dell’IA, segnalando una crescente esigenza di accompagnamento anche sul piano organizzativo, normativo e culturale, soprattutto in vista delle nuove regolamentazioni europee.

Guardando al futuro, oltre il 70% delle imprese prevede che l’Intelligenza Artificiale avrà un impatto elevato sul proprio settore entro i prossimi cinque anni, con aspettative concentrate su tre ambiti principali: miglioramento dell’efficienza produttiva, supporto alle decisioni e automazione dei servizi interni e verso i clienti. Il sentiment complessivo è quello di un “realismo ottimista”: forte interesse e consapevolezza del potenziale dell’IA, accompagnati dalla necessità di percorsi graduali, concreti e misurabili.

L’evento di presentazione è stato aperto da Simonetta Sada, Presidente Gruppo ICT di Confindustria Canavese e da Alessandro Gruner, Presidente GAM di Confindustria Canavese. Nel suo intervento introduttivo Simonetta Sada ha dichiarato: «Vogliamo creare un percorso, una collaborazione stabile tra imprese, associazione e partner tecnologici per rendere l’IA accessibile, responsabile e utile al nostro territorio, ascoltando anche qualche testimonianza di casi di successo proprio dalle imprese. Un ringraziamento particolare va agli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Olivetti di Ivrea che hanno contribuito con grande impegno alla raccolta dei dati tramite le interviste alle imprese, supportandoci nella costruzione e nell’esecuzione della survey. Un esempio concreto di come scuola, territorio e imprese possano fare innovazione insieme».

Alessandro Gruner ha aggiunto: «Dal report emerge un bisogno chiaro: le imprese chiedono supporto, strumenti concreti, esempi pratici e percorsi guidati. Per questo, oltre alla presentazione del report, oggi vogliamo mostrare i passi successivi, quelli che ogni azienda può intraprendere già da domani. In particolare, vedremo quali programmi finanziati sono messi a disposizione dal Digital Innovation Hub per avviare assessment e progetti di implementazione e le iniziative dedicate alle imprese dell’istituto AI4I».

Il report evidenzia come il principale fattore abilitante per l’adozione dell’IA non sia tanto la tecnologia, quanto la valorizzazione e la governance del dato. La maggior parte delle aziende genera dati gestionali e produttivi, ma solo una quota più ridotta raccoglie in modo strutturato dati di qualità, manutenzione o provenienti da sensori IoT, elementi fondamentali per applicazioni avanzate come manutenzione predittiva, controllo qualità automatico ed efficienza energetica.

L’indagine è stata promossa dal Gruppo ICT e dal Gruppo Aziende Metalmeccaniche e Manifatturiere di Confindustria Canavese, in collaborazione con il Digital Innovation Hub Piemonte, con l’obiettivo di ascoltare il tessuto industriale canavesano, mappandone punti di forza, barriere e prospettive, in un momento storico in cui l’IA sta diventando un fattore competitivo e trasformativo per tutti i settori produttivi. Ha coinvolto 54 imprese del territorio appartenenti a diversi settori manifatturieri e dei servizi, con una forte prevalenza di piccole e medie imprese.