
IVREA - Stop alla sperimentazione 5G a Ivrea. Lo chiedono i gruppi di minoranza di Viviamo Ivrea, Pd e Movimento 5 Stelle. Una proposta non legata all'emergenza coronavirus e nemmeno ideologica contro lo sviluppo delle nuove tecnologie. I consiglieri d'opposizione, però, chiedono di far valere il principio di precauzione a fronte di una tecnologia che, al momento, non darebbe sicurezze in termini di salute. Tim ha richiesto al Comune l’installazione di nuove antenne 5G sul traliccio di piazza San Francesco d’Assisi ma è stata approvata all’unanimità in Consiglio Comunale una mozione il cui deliberato impegnava Sindaco e Amministrazione a seguire con la massima attenzione l’evoluzione e gli sviluppi della sperimentazione in corso a Ivrea, al controllo dell’inquinamento elettrico ed elettromagnetico e di conseguenza ai possibili rischi per la salute dei cittadini.
«Il sindaco è la massima autorità sanitaria cittadina e non può non tenere conto che rispetto a questa nuova tecnologia è in atto nella nostra comunità un partecipato confronto - sottolineano i consiglieri Francesco Comotto, Massimo Fresc e Maurizio Perinetti - il coronavirus avrebbe dovuto insegnarci che sottovalutare i rischi sanitari può causare dei danni enormi sia dal punto di vista sociale che economico e che prevenire è meglio che curare». Vicino all'antennone scelto da Tim, tra l'altro, ci sono due scuole, la questura, diversi uffici, anche pubblici, attività commerciali e parecchie unità residenziali. «Trovandoci nel cuore del centro storico, il traliccio in questione è una ferita sullo skyline della città storica, una città che ambisce a diventare attrattiva dal punto di vista turistico. L'emergenza coronavirus non è bastata per sospendere la richiesta di installazione di nuove antenne pur non essendosi ancora potuto svolgere il necessario dibattito pubblico richiesto all’unanimità dal Consiglio Comunale e non potendo la cittadinanza approfondire l’argomento per tutelare la propria salute ed eventualmente esprimere il proprio pacifico dissenso come avviene in ogni Paese civile».
Alla luce di tutto questo i consiglieri di minoranza chiedono al Sindaco di mettere in atto quanto richiesto all’unanimità dal Consiglio Comunale «sospendendo la pratica depositata in attesa di poter democraticamente svolgere ogni tipo di approfondimento da parte della cittadinanza. Tutto questo in osservanza del fondamentale Principio di precauzione. Sarebbe drammatico riscontrare tra vent’anni, come è successo per l’amianto, che ciò che oggi non abbiamo sufficientemente valutato si è poi rivelato dannoso per la salute delle donne e degli uomini di domani».








