IVREA - Il caso Guelpa in consiglio comunale: come finirà?
Lunedì di consiglio comunale a Ivrea dove Francesco Comotto e Alberto Tognoli, in qualità di capogruppo, rispettivamente della lista civica Viviamo Ivrea e della Lista Civica dei Cittadini, chiederanno all'amministrazione (per la terza volta!) l'approvazione della Carta di Pisa, ovvero il Codice Etico per gli amministratori di cui tanto si parlò in campagna elettorale. «Il fatto che una persona condannata per bancarotta sieda nel cda della Fondazione Guelpa è di certo uno dei motivi per cui la Carta non è ad oggi ancora stata firmata. Già ci fu il caso Salvetti, ma forse di minore entità» fanno sapere i promotori della mozione. 
 
La "storia" della carta di Pisa a Ivrea risale al novembre del 2013, quando la maggioranza chiede di procrastinare l'adesione alla Carta di Pisa per approfondire i contenuti del codice proponendo di convocare ad Ivrea uno degli estensori del testo originario. Il 13 febbraio 2014, su invito dell'associazione Libera Ivrea, uno degli estensori della Carta di Pisa, il professor Vannucci, ha dato vita a due incontri dei quali: uno pomeridiano, rivolto soprattutto ai dipendenti, ed uno serale rivolto principalmente agli amministratori. Alla Conferenza dei Capigruppo del 10 marzo gli stessi consiglieri proponenti (Comotto, Tognoli e Blasotta) hanno presentato una mozione con la quale richiedevano nuovamente al Consiglio Comunale, in seguito agli approfondimenti effettuati, di approvare la carta di Pisa. La giunta, in data 13 marzo, ha approvato una versione modificata del testo precedentemente proposto portandolo come testo "emendato" al Consiglio Comunale del 19 marzo 2014 senza che i Consiglieri comunali ne avessero potuto conoscere i contenuti. La delibera di Giunta è stata infatti pubblicata lo stesso giorno del Consiglio Comunale. 
 
Ora Comotto e Tognoli impegnano a sottoscrivere, già durante la seduta di fine anno, il testo della Carta di Pisa integrato con alcune delle modifiche (evidenziate nel testo) apportate dalla Giunta, dopo averle condivise con gli estensori del testo originario, estendendone altresì la sottoscrizione a tutte le persone che rivestono o rivestiranno incarichi pubblici per la Città di Ivrea comprese quelle nominate all'interno di commissioni, fondazioni, enti partecipati o pubblici in genere anche se non elette.
 
Come andrà a finire? Forse la domanda è persin superflua.