IVREA - Il mondo della politica piange Giancarlo Quagliotti, storico consigliere del Pci

IVREA - L'eporediese e il mondo della politica torinese piangono la scomparsa di Giancarlo Quagliotti, storico esponente della sinistra italiana e padre di Luca, segretario provinciale della Cgil. Nato nel 1942 a Ivrea, ha lavorato in Olivetti e ha militato nelle file del Partito Comunista Italiano, nel Pds e quindi nel Partito Democratico. Negli anni '70 è stato consigliere comunale a Torino per il Pci. E' stato anche vicepresidente regionale del Pd in Piemonte, oltre che presidente onorario dell’associazione Consiglieri Emeriti della Città di Torino. Venerdì 20 febbraio la camera ardente nella sala delle Colonne del Comune di Torino dalle 11 alle 14 per l'ultimo saluto. Alle 15,15 la cremazione al cimitero monumentale.

«Ciao, compagno Giancarlo. Oggi ci lascia Giancarlo Quagliotti, una figura che ha segnato la vita politica torinese con una passione e una dedizione difficili da ritrovare. È stato un militante, un amministratore, un dirigente, ma soprattutto un uomo che ha creduto profondamente nel valore del servizio alla propria comunità - scrivono dal gruppo Pd del Comune di Torino - La sua storia, fatta di impegno, cadute, risalite e coraggio, è un esempio prezioso per la politica di oggi. In un tempo in cui spesso prevalgono la superficialità e l’urgenza del consenso immediato, Giancarlo ricordava con la sua vita che la politica è innanzitutto responsabilità, studio, ascolto, presenza nei luoghi reali, nelle persone reali. La sua determinazione, la sua dignità di fronte alle difficoltà e la sua capacità di continuare a credere nella cosa pubblica restano una lezione per chiunque voglia spendersi per il proprio territorio con serietà e passione. Oggi lo salutiamo così: con gratitudine per ciò che è stato e con la speranza che il suo esempio continui a ispirare chi sceglie di mettersi al servizio della comunità. Ciao compagno, grazie di tutto». Aggiungono dalla Fondazione Istituto Piemontese Gramsci: «Ci ha lasciati Giancarlo Quagliotti, amico e socio della nostra Fondazione. Ci ha aiutati a ricostruire alcuni dei momenti essenziali della storia politica e sociale di questa città, donandoci la sua testimonianza e la sua capacità di analisi in alcuni degli appuntamenti pubblici che abbiamo dedicato alla storia del Pci di Torino e delle Giunte rosse e contribuendo al saggio su Adalberto Minucci, pubblicato nel 2024. Nella Fondazione ha riconosciuto il luogo cui destinare le sue carte e i suoi libri, perché l’esperienza politica, civile e sociale della sinistra italiana nel Novecento, possa essere oggetto di studio, di formazione per le generazioni future. A lui, uomo del dialogo e del confronto, fuori e dentro il Partito, la nostra gratitudine e il nostro più affettuoso saluto».

Dalla sezione di Torino del Pd lo hanno ricordato così: «Classe 1942, protagonista della lunga stagione della Prima Repubblica, Giancarlo ha dedicato gran parte della sua vita alla militanza nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo ruoli di responsabilità e guida. È stato consigliere comunale, assessore e capogruppo del PCI in Sala Rossa a Torino, contribuendo in anni complessi e decisivi alla costruzione delle scelte politiche della città. È stato inoltre vicesegretario regionale del PCI, punto di riferimento nella direzione politica piemontese. Con la nascita del Partito Democratico ha continuato il suo impegno, assumendo anche il ruolo di vicepresidente regionale del PD, portando dentro il nuovo partito l’esperienza, la memoria e il senso delle istituzioni maturati in decenni di attività politica. Fino agli ultimi anni ha mantenuto un legame forte con Palazzo Civico, come presidente onorario dell’Associazione Consiglieri Emeriti della Città di Torino: un incarico che testimonia il rispetto e il riconoscimento per il servizio svolto a favore della comunità torinese e per la memoria della nostra storia politica. Con Giancarlo se ne va una parte importante della storia politica riformista torinese. Ci rimane, però, una lezione che oggi sentiamo ancora più necessaria: l’idea di un partito plurale, capace di ascoltare, mediare, costruire sintesi senza perdere profondità e rigore. Una politica fatta di confronto vero, studio, responsabilità. A lui va la nostra riconoscenza, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un tratto di strada il nostro abbraccio».