
IVREA - Il progetto di elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta-Ivrea fa litigare la Valle e la città delle rosse torri. Lunedì 8 agosto 2022, il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli, insieme all'onorevole Davide Gariglio del Pd che ha organizzato l’appuntamento, ha incontrato a Roma il professor Giuseppe Catalano, Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione del Ministero dei Trasporti.
L’incontro, che ha avuto lo scopo di affrontare le opportunità e le problematiche rappresentate dal previsto completamento dell’elettrificazione della linea ferroviaria Chivasso-Ivrea–Aosta, inserito come noto nel Pnrr, ha scatenato la dura reazione dei valligiani, che hanno criticato l’operato del primo cittadino eporediese.
Il presidente della regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz, ha sottolineato che il progetto di elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta-Ivrea «prosegue il proprio iter secondo le previsioni». Furente il comitato Vda Riparte: «Non è accettabile che il sindaco di Ivrea, accompagnato da parlamentari del Pd, vada al Ministero delle Infrastrutture a proporre di non elettrificare il tratto di un chilometro in galleria. E' una proposta assurda, si elettrificherebbero 79 chilometri, ma non il chilometro in uscita dalla città. Con la conseguenza di dover usare da Ivrea ad Aosta treni costruiti appositamente e non l'intero complesso dei treni che circolano sulla rete nazionale. Non si possono usare 110 milioni di euro di finanziamenti europei per un simile aborto. Non si può mettere in discussione un progetto di grande valenza strategica per strizzare l'occhio ad un pugno di elettori».
«E' giusto ridurre i tempi dei cantieri che possono produrre disagi sulla viabilità - si legge nel comunicato del comitato valdostano - ed è giusto prevedere alcune compensazioni per la città di Ivrea. Ma l'elettrificazione va realizzata per tutti gli 80 chilometri del percorso. Altrimenti non si potrà considerare una linea elettrificata. Oltretutto è una proposta dannosa anche per l'utenza canavesana, perché significherebbe non poter far viaggiare da Aosta a Torino treni elettrici capienti in grado di servire tutta l'utenza ferroviaria, anche quella canavesana, una utenza in crescita che ha bisogno di un buon servizio e non di treni particolari, con batterie a bordo, costosi, limitati nel numero e poco capienti».








