
IVREA - Un maxi telone di plastica dimenticato da un anno sul tetto dell’ex camera di commercio di Ivrea e devastato da piogge e vento: raccolta firme e segnalazione di una dozzina di cittadini e lavoratori per farlo rimuovere.
La situazione di degrado evidenziata riguarda un'edificio Atc di Corso Nigra angolo via Jervis. «Da svariati mesi sul tetto dell’edificio è presente un telo di plastica, probabilmente messo a copertura nella fase di manutenzione dello stabile avviata lo scorso anno e poi sospesa, in evidente stato di deterioramento - spiegano gli eporediesi - Il materiale plastico con l’azione del sole, del vento e dell’acqua si è degradato (e continua a farlo), frammentandosi in parti più piccole che si depositano ed accumulano sul marciapiede circostante o vengono trasportate dagli agenti atmosferici per depositarsi altrove».
«Lavorando in via Jervis ed osservando quotidianamente il fenomeno non possiamo fare a meno di porci degli interrogativi - sottolineano gli autori della segnalazione - Perché può essere consentito abbandonare un telo di plastica su un tetto, utile per proteggere dall’acqua in fase di cantiere ma che evidentemente non può essere una soluzione definitiva, sapendo che questo inevitabilmente produrrà dei rifiuti che si diffonderanno per le vie, nel fiume, nei giardini? Il secondo riguarda la produzione di microplastiche. Il mondo della ricerca ha oramai dimostrato che le microplastiche sono presenti ovunque e, benchè non siano ancora noti gli effetti sugli organismi viventi, niente di buono lascia presagire il bioaccumulo nel nostro corpo di particelle “aliene” di dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Le microplastiche vengono suddivise in due categorie: primarie e secondarie. Queste ultime sono prodotte dalla degradazione degli oggetti di plastica più grandi e rappresentano circa il 68-81% delle microplastiche presenti nell’oceano. Attraverso la catena alimentare tornano a noi, all’interno di noi. Il problema è serio, tanto che l’Unione Europea da qualche anno ha preso delle misure per la riduzione dei rifiuti plastici, misure che coinvolgono e a volte pesano economicamente su ogni cittadino europeo. Da questo la domanda: perché a fronte degli impegni richiesti a tutti noi, può essere permesso di abbandonare su un tetto di una città una fonte di microplastiche così grande?».
Viene fatta una riflessione più ampia anche: «Vorremmo parlare di una città che porta la memoria di un periodo industriale unico ed alternativo alle esperienze nazionali ed internazionali del XX secolo. Dal 2018 “Ivrea, città industriale del XX secolo” è iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Il sito consiste in un complesso di edifici che si concentrano principalmente lungo via Jervis, al termine della quale c’è l’ex camera di commercio di fronte a cui è presente la storica fabbrica di mattoni rossi. Crediamo dovremmo avere rispetto e cura dell’eredità olivettiana e quel telo di plastica rotto e svolazzante su un tetto accanto al sito Unesco non è certo il miglior modo per onorarlo. Per i motivi sopra esposti invitiamo a procedere alla pronta eliminazione».








