IVREA - Ebola? No grazie. ViviamoIvrea ospita i congolesi
Foto 1
La lista civica ViviamoIvrea ospiterà sabato primo novembre, un gruppo di cittadini del Congo, in Piemonte in occasione dell’evento “Terra Madre” per far presentare loro il programma Kubunina, che ha un duplice obiettivo: migliorare le condizioni scolastiche dei bambini e dei ragazzi di un gruppo di scuole congolesi e promuovere nelle scuole italiane l’insegnamento dei principi della solidarietà e del rispetto del diverso.
 
"La stessa delegazione avrebbe dovuto essere ospite anche del Liceo Martinetti di Caluso, ma questa visita non si svolgerà - spiegano dalla lista - La direzione scolastica, in seguito alle proteste di alcuni insegnanti e genitori, ha infatti deciso di annullare l’appuntamento. Perchè? Perché gli stessi genitori hanno espresso i loro timori, ritenendo che la presenza degli africani potesse portare nella scuola il virus dell’Ebola".
 
Per ViviamoIvrea si tratta di una paura ingiustificata, come ormai evidenziato dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali: "Evidentemente “l’uomo nero” fa paura ed è stata fatta questa scelta che ViviamoIvrea ritiene grave, imbarazzante e diseducativa, a maggior ragione perché effettuata in una scuola, laddove gli amici congolesi avrebbero potuto portare un’esperienza importante. Evidentemente, le paure ataviche (e ingiustificate) sono ancora forti e radicate nel nostro territorio e chi è preposto a porre un freno a queste derive razziste e intolleranti, anziché agire a favore del buonsenso e della corretta informazione, trova più sensato assecondare questi atteggiamenti mentali". 
 
"ViviamoIvrea non solo non condivide le paure (ingiustificate) e gli atteggiamenti (inspiegabili) di chi ha cancellato l’incontro con gli studenti. Anzi: confermiamo la nostra decisione di ospitare sabato 1° novembre gli amici congolesi e quanto avvenuto a Caluso non fa altro che fortificare la nostra decisione di accoglierli a braccia aperte. L'ebola, giustamente, fa paura, ma non è corretto trasformare la prudenza e l'attenzione in una generica “paura dell’uomo nero”. Fanno più paura la chiusura mentale e certi uomini bianchi".
 
Il programma dell'iniziativa qui sotto nella fotogallery.