
IVREA - Finanziati sei progetti su Ivrea dal Pnrr, il piano nazionale di resilienza, per un valore di 5 milioni di euro. «Ancora un volta la visione unita alla concretezza dell'amministrazione e degli Uffici comunali hanno portato a questo straordinario risultato - dice l'assessore Michele Cafarelli - i progetti finanziati con questi 5 milioni andranno a completare il quadro generale dei molti interventi già in atto. Ma l'aspetto più importante è che si tratta di interventi capillari e diffusi su tutto il territorio comunale, dalle frazioni al centro storico». I progetti serviranno all'efficientamento delle case Atc e alla rifunzionalizzazione dell'area del castello; di grande importanza saranno, inoltre, le azioni di abbattimento delle barriere architettoniche e le prospettive del Parco della ex Polveriera quale accesso al futuro Parco dei 5 Laghi.
«Sono veramente soddisfatta del risultato ottenuto - aggiunge il vicesindaco Elisabetta Piccoli - abbiamo voluto inserire in primis un tema discusso da troppi anni e sempre rimasto irrisolto, ovvero quello degli orti abusivi di San Grato. Lo avremo cercato di fare comunque ma adesso che i fondi arriveranno, nei primi mesi dell'anno organizzeremo un incontro con le persone che oggi occupano tali spazi per un primo necessario confronto e per una condivisione progettuale. Un secondo tema a me particolarmente caro e che è stato finanziato al 100% è quello sulle mura del Castello e l'area che lo circonda in via Circonvallazione».
Gli altri progetti finanziati al 100% sono gli interventi indirizzati alla mobilità sostenibile e all'eliminazione delle barriere architettoniche, oltre a un intervento sul Parco della Polveriera. Finanziato con riserva invece l'intervento proposto sul recupero funzionale delle case di quartiere. «Non abbiamo mai smesso di credere che si deve lavorare così, sulla progettazione e sulla ricerca continua di ogni possibile bando che ci dia la possibilità di finanziare le piccole e le grandi opere di cui la nostra città ha bisogno. Certamente una bella eredità che lasceremo ai nostri cittadini e alle future amministrazioni».








