IVREA - Bimba con due mamme: il Comune si mobilita per colmare il vuoto legislativo sui figli delle coppie omogenitoriali

IVREA - Il Consiglio comunale di Ivrea ha approvato nel corso di uno dei Consigli comunali prima della pausa estiva, una mozione per chiedere, a tutti i livelli, che la politica colmi al più presto il vuoto legislativo sulla registrazione dei figli nati da coppie omogenitoriali. Ivrea è salita alla ribalta delle cronache dopo il caso della piccola Camilla, la bimba con due mamme. Gli uffici comunali hanno negato la trascrizione dell'atto di riconoscimento presentato dalla madre «intenzionale», dal momento che la piccola era già stata dichiarata dalla madre gestante.

«Gli uffici hanno agito secondo la legge - ha ribadito il sindaco Matteo Chiantore - per questo motivo ci sentiamo nella posizione di sollecitare la politica al suo ruolo legislativo». La mozione è stata approvata dalla maggioranza di centrosinistra e dal consigliere di Azione-Italia Viva. Contrario il gruppo di centrodestra. Al documento ha fatto seguito anche una lettera per l'Anci sullo stesso tema firmata anche dai sindaci di Settimo, Elena Piastra, e Chivasso, Claudio Castello (tutti del Pd) per chiedere all'associazione dei Comuni di farsi portavoce affinché il Parlamento discuta le proposte di legge già depositate sulla registrazione delle famiglie omogenitoriali. «La mozione è nata dalla necessità di esprimere solidarietà alla coppia eporediese che si è rivolta ai nostri uffici - ha sottolineato la consigliera Fiorella Pacetti - oggi le norme non tengono conto del diritto che ha la bambina di essere riconosciuta figlia di entrambe le persone che si sono assunte la responsabilità della procreazione in modo pieno e consapevole».

I Comuni che fin qui hanno «disobbedito» alle attuali normative, alla fine si sono visti cancellare le registrazioni. Per questo Ivrea ha scelto di non azzardare: «Non mi piace l'idea di fare qualcosa contro la legge - ha ribadito Chiantore - sarebbe stata un'ipotesi percorribile ma ci avrebbero fatto cancellare l'atto. Noi abbiamo il dovere di fare il possibile affinché la norma cambi». Contrari i consiglieri della destra che però non hanno partecipato alla discussione e sono usciti dall'aula: «La tematica è importante e andava discussa a porte chiuse - ha detto il consigliere di minoranza Andrea Cantoni - da parte nostra c'è comunque totale contrarietà alla mozione. Tra tutti i diritti riconosciuti ad un bambino c'è anche quello ad avere un padre e una madre».