IVREA - Il comitato per la Palestina scende in piazza - FOTO
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IVREA - Il Comitato Ivrea per la Palestina scende in piazza con musica dal vivo e installazioni umane contro i tagli alla sanità pubblica e le bombe in Palestina. E’ successo sabato scorso, 17 febbraio 2024, a Ivrea in piazza Ottinetti, quando davanti ai passanti sono comparsi: da un lato una donna vestita da infermiera con la bandiera italiana e delle medicine vuote sparse attorno a sé, e dall’altra parte una donna in hijab insanguinato con la bandiera palestinese e un missile enorme che incombe su di lei. 

Ci sono anche dei bambolotti in scena. L’infermiera italiana ne tiene a fatica una grande quantità in braccio; la donna palestinese testimonia l’orrore di avere dei cadaveri attorno: «È l’immagine delle politiche della morte del governo Italiano, che opera per erodere la cura in Italia e collabora con il genocidio a Gaza – tuonano dal Comitato Ivrea per la Palestina - È l’immagine della prima risposta del Comitato Ivrea per la Palestina contro queste politiche. In seguito alle negoziazioni del Patto di Stabilità con l’Unione Europea, il governo Italiano ha scelto la via degli ulteriori tagli alla sanità e libertà per le spese militari. Questa decisione, presa sullo sfondo di un Servizio Sanitario Nazionale al collasso e di una vigenza degli accordi bilaterali del 2005 di cooperazione militare con il governo genocidario di Israele, ha un chiaro significato: togliere la cura, e quindi le condizioni per la vita, in Italia per portare morte a Gaza. Il governo Italiano intesse un filo di terrore che annoda il collasso sanitario in Italia alle bombe in Palestina, estendendo un orizzonte di morte crescente che parte dalle vite Italiane private di cura e arriva al suo culmine e alla sua massima intensità alle vite direttamente eliminate a Gaza».

Il Comitato Ivrea per la Palestina si è presentato in piazza, oltre che con una installazione umana, con interventi di approfondimento (con testimonianza di personale sanitario dall’ospedale di Ivrea) e musica dal vivo (di Nicola Giglio e Lavinia Pizzo). Come sottolineato più volte nel sit-in, contro le politiche che «tolgono vita in Italia per portare morte in Palestina» il Comitato risponde con uno slogan che è stato richiamato ad unire le persone presenti: «Vogliamo libertà sulla vita, cura e pace!». Più di un centinaio i passanti che, sollecitati dall’idea che «noi siamo le nostre scelte», hanno tenuto occupato per circa due ore il banchetto di raccolta firme per la petizione a sindaco e giunta, con lo scopo che si facciano portavoce istituzionali del messaggio della piazza in merito ai tagli alla sanità pubblica, all’aumento delle spese militari e alla prosecuzione degli accordi militari con il governo Israeliano.

Oltre alla richiesta istituzionale, il Comitato ha promosso soluzioni come il boicottaggio contro il governo Israeliano distribuendo volantini per la campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per Israele) con particolare attenzione a segnalare le aziende e prodotti da evitare per fare pressione economica dal basso sull’esecutivo di Nethanyahu. «Tra le note di “Casa mia” di Ghali e i sorrisi di chi ha trovato la gioia di incontrarsi per un orizzonte di libertà di vivere, di cura e di pace, Ivrea ha tracciato una felice risposta al percorso iniziato dal Comitato per la Palestina, che unisce tante realtà cittadine (associazioni, partiti, singoli indipendenti) e che è in coordinamento regionale e nazionale con il movimento per la Palestina Libera – concludono dal sodalizio - Nella speranza che questo movimento cresca tanto a Ivrea quanto globalmente, il Comitato ha accolto nuove persone e Piazza Ottinetti ha trovato nuova vita per un pomeriggio. Per una sanità davvero pubblica e una Palestina finalmente libera».