
«Giovedì scorso 170 lavoratori con contratto di somministrazione occupati nella sede Comdata a Ivrea hanno ricevuto il benservito dall'azienda e venerdì prossimo altri 60 lavoratori smetteranno di lavorare. Un sistema di gestione dei lavoratori inaccettabile». L'affondo è di Cadigia Perini, di Potere al Popolo. «Calano le chiamate e i lavoratori non servono più e si mandano a casa, come fossero oggetti usa e getta. Lavoratori a gettone, come macchine».
«Tutte le forze politiche e le associazioni che aderiscono al progetto Potere al Popolo lottano non da oggi, non per fini elettorali, per l’abolizione del Jobs Act e di tutte le leggi che negano il diritto a un lavoro stabile e sicuro; per il ripristino dell’articolo 18 da estendere a tutti; per la cancellazione dell’articolo 8 della legge 148/2011 che dà alla contrattazione aziendale la possibilità di derogare in senso peggiorativo rispetto al contratto nazionale e alle leggi. Si può e si deve fare e i soldi ci sono». Il partito si è dichiarato vicino a tutte le lavoratrici e ai lavoratori precari e in particolare a quelli «lasciati a casa da Comdata e da un sistema spietato, lavoratori che da condizioni di lavoro difficile, con orari a singhiozzo e contratti di pochi giorni rinnovati di volta in volta, si ritrovano ora a zero ore e zero reddito».
Interviene anche il centrodestra. «Era il 2008, anche allora era periodo di campagna elettorale e anche allora, come oggi, si parlava di Comdata» ricorda Virginia Tiraboschi, candidata per Forza Italia nel collegio senatoriale uninominale di Ivrea Chivasso e Settimo. «Dieci anni fa, faceva notizia l’allora ministro del Lavoro, del Governo Prodi, Cesare Damiano che incensava le politiche governative e l'azienda, di cui visitò la sede di Palazzo Uffici. Si tenne anche un vero e proprio comizio davanti ai dipendenti di Comdata, invitati per ascoltare il ministro che esaltava la presunta stabilizzazione dei lavoratori precari. Oggi si torna a parlare dei lavoratori Comdata in campagna elettorale, ma perché ben 170 lavoratori interinali dell’azienda non vedranno rinnovato il loro contratto».
Per Virginia Tiraboschi, il caso Comdata dimostra come il lavoro, il lavoro vero, non si ottiene attraverso provvedimenti legislativi che danno qualche contributo alle aziende, ma attraverso provvedimenti che stimolino la crescita economica del territorio e spingano le aziende ad assumere. «Se le aziende assumono solo perché ne hanno un beneficio economico immediato e temporaneo, è ovvio che terminati gli incentivi possa terminare anche il "lavoro"».








