
Cgil, Cisl e Uil di Torino e Canavese prendono posizione sul caso Comdata di Ivrea, dove dal primo febbraio 170 lavoratori somministrati sono stati lasciati a casa da un giorno all’altro. «Si tratta di lavoratrici e lavoratori che hanno lavorato subendo condizioni molto pressanti in nome di una flessibilità selvaggia decisa dall'azienda - sottolineano i sindacati – Comdata afferma che tale decisione si è resa necessaria a seguito di un drastico calo di volumi di lavoro determinato in particolare dalla commessa del 187. Non ci sono differenze tra lavoratori che siano diretti o meno, quindi questi sono veri e propri licenziamenti ed è gravissimo che l'azienda proceda unilateralmente ad interrompere i rapporti di lavoro senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali».
Dal momento che Comdata è un'azienda che ha un impatto occupazionale importante per il territorio, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto un incontro urgente per comprendere le prospettive aziendali, i livelli occupazionali e le soluzioni concordate per i lavoratori ad oggi senza missione. «Qualora non ci fosse da parte aziendale la volontà di incontrare i sindacati confederali che rappresentano i lavoratori diretti e somministrati non potremo che prenderne atto ed intraprendere tutte le iniziative per riallacciare i rapporti».
Dal canto suo Comdata Group, con un comunicato stampa, rende nota la sua posizione: «Il 31 gennaio, 170 contratti di somministrazione sono giunti al termine e l’azienda ha deciso di non procedere con il loro rinnovo, a seguito dei volumi pianificati da parte di un importante cliente. Alla luce di ciò, trattandosi di contratti di somministrazione a tempo determinato, non si è verificato alcun caso di licenziamento bensì, di termine di contratto di somministrazione».
L’azienda precisa inoltre che la gestione del traffico telefonico e delle pratiche di back office, per sua natura, contempla una parte di attività non pianificabile in modo puntuale in quanto, nella maggioranza dei casi, si gestisce con elevati gradi di flessibilità. «Attività che i call center interni alle aziende clienti non riescono ad assorbire completamente. Ragioni per le quali è necessario ricorrere all’utilizzo di lavoratori somministrati in aggiunta ai propri dipendenti, che ad Ivrea sono 1065». (S.i.)








