
Via libera dal consiglio comunale di Ivrea al salvataggio del Cic ma, ancora una volta, c’è grande fermento nella maggioranza del primo cittadino Carlo Della Pepa. Il Partito Democratico, infatti, ha chiesto la testa del vicesindaco Enrico Capirone. La società Csp di Torino ha manifestato interesse ad acquisire il Cic nella sua interezza, alla cifra simbolica di un euro, facendosi carico dei debiti (circa due milioni) e salvando tutti i 126 lavoratori. Preso atto di questa disponibilità, il Comune ha alienato le sue quote all’interno del consorzio (e lo stesso hanno fatto gli altri soci, a partire dalla Città metropolitana).
Scelta obbligata anche se, prima del consiglio decisivo, venerdì sera, è arrivata la sorpresa: i revisori dei conti di palazzo civico hanno infatti dato il loro parere negativo alla delibera. Alcuni emendamenti, presentati da Francesco Comotto, capogruppo di Viviamo Ivrea, sono stati condivisi dalla maggioranza. Alla fine, come detto, il documento è passato. Ora c’è da chiarire a chi spetta formulare il bando per la cessione del consorzio. Bando che permetterà alla Csp di fare l’offerta. I tempi sono relativamente stretti ma c’è fiducia.
La maggioranza, però, rischia una nuova spaccatura. «Le dolorose vicende di questi ultimi anni sono legate a discutibili scelte gestionali - dicono i consiglieri Pd, Dulla, Ballurio, Bertolino e Mulas - è il momento in cui anche chi, nella posizione di assessore al lavoro che aveva il compito di indirizzo e controllo, valuti l’opportunità di fare un passo indietro, per poter difendere con serenità le proprie ragioni». L’attacco è diretto al vicesindaco Enrico Capirone (assente al consiglio causa vacanze). Sotto accusa le consulenze del Cic (100 mila euro solo nel 2014), alcune affidate mentre il consorzio chiedeva ai propri dipendenti di non incassare la tredicesima per non sforare il bilancio. La responsabilità politica è quella di non aver vigilato sulla sua gestione, per questo il Pd ha chiesto la testa del vicesindaco. E proprio sulle responsabilità politiche dovrà indagare la commissione di indagine sul Cic. Il consiglio ha votato la proroga della fine dei lavori alla prossima primavera.
«Non tutto può restare impunito all'infinito»: per questa ragione Viviamo Ivrea ha anticipato la richiesta, poi avanzata dalla presidente Ballurio e da parte dei consiglieri Pd, di dimissioni da parte di chi ha la responsabilità politica di questa vicenda. «Credo che non sia giusto né morale – è il passo finale dell'intervento pronunciato dal consigliere Comotto - che i consiglieri comunali debbano per l’ennesima volta esporsi personalmente per coprire inefficienze e scelte politiche sbagliate. E’ giunta l’ora che chi è responsabile di tutto questo, ribadisco politicamente parlando, trovi la dignità per uscire allo scoperto e si faccia da parte. Non sto nemmeno a dire chi tra il sindaco e il suo vice sia maggiormente responsabile, questo esercizio lo lascio a voi della maggioranza però ciò che non sarebbe tollerabile è che uscendo di qui questa sera, indipendentemente dalla decisione che prenderemo, tutto rimanga come prima».








