IVREA - Crisi delle industrie in Canavese, persi oltre 4500 posti di lavoro: i dati della Fiom-Cgil

IVREA - La crisi industriale del Canavese è ormai consolidata, specie quella legata al settore automotive. Lo dicono i numeri snocciolati ieri mattina a Ivrea dalla Fiom-Cgil di Torino, frutto di una ricerca, partita nel 2008, sullo stato di salute delle imprese metalmeccaniche nell'eporediese e nel Canavese occidentale. Negli ultimi sedici anni, secondo i dati forniti dal sindacato, hanno chiuso 48 delle 167 aziende monitorate, il 29% del totale. Persi oltre 4.500 posti di lavoro. Per quanto riguarda il settore automotive, invece, nello stesso periodo, hanno chiuso 17 delle 56 aziende monitorate (il 30%). Persi 2096 posti di lavoro. In Canavese, il settore automotive «pesa» per il 46% degli addetti totali ed è strettamente legato alla produzione auto di Torino.

Edi Lazzi segretario generale della Fiom Cgil: «Con questa iniziativa abbiamo messo in evidenza la crisi del settore metalmeccanico nel Canavese e aperto una riflessione sul rilancio industriale del territorio. Senza industria non si sta meglio, ma peggio. Ecco perché abbiamo il dovere di preservare ciò che abbiamo, che da occupazione a migliaia di persone e creando valore aggiunto e ricchezza per la generalità dei cittadini».

«L'iniziativa è stata l'occasione per la Cgil di Ivrea di ribadire le difficoltà lavorative territoriali che sempre più penalizzano giovani e donne e che non trovano soluzione di continuità con le proposte del governo che penalizzano ulteriormente lavoratori e pensionati e che hanno come unico obbiettivo quello di zittire il dissenso e favorire i poteri forti di questo paese e non solo», aggiunge Gianni Ambrosio, responsabile della Cgil Ivrea.