IVREA - Amianto a scuola: «Il Comune è inadeguato»
Si continua a parlare di amianto a Ivrea. Dopo l'inchiesta sulle morti sospette alla Olivetti, i problemi all'asilo Bertolè. Un vero e proprio incubo. «Il problema dell’amianto negli edifici comunali, scuole e uffici, non è che la punta di un iceberg denominato “mancata pianificazione e manutenzione” - dice il gruppo di Viviamo Ivrea - oggi è l’amianto, che sarà presumibilmente ritrovato in numerose altre strutture pubbliche della stessa epoca, domani lo spreco energetico, la sicurezza, le barriere architettoniche e così via. Un susseguirsi inarrestabile di emergenze che, come tali, costeranno sacrifici a tutti i cittadini e verranno affrontate al di fuori di un piano coerente di mantenimento e valorizzazione dei beni pubblici».
 
L'asilo Bertolè, ad esempio, è stato costruito più di 30 anni fa, quando l'uso dell'amianto era comune ed anzi, usare l'amianto come materiale ignifugo e fonoassorbente era considerata una "buona pratica". Dal 1991 è stata vietata la vendita di materiali contenenti amianto e nel 1994 è stata emanata una norma che stabilisce le procedure da adottare in presenza di amianto all'interno degli edifici. «La possibilità di rinvenire amianto nei pavimenti vinilici e/o plastiche rinforzate e/o mattonelle di vinile non è quindi così remota se già 20 anni fa un decreto indicava tale eventualità. Non sarebbe forse stato opportuno procedere ad un'analisi quando i materiali erano ancora integri piuttosto che aspettare che si deteriorassero completamente con possibile rilascio di fibre nell'ambiente? Un'analisi qualitativa per la ricerca dell'amianto su manufatti costa appena 80 euro, come si evince dal tariffario ufficiale dell'Arpa».
 
Viviamo Ivrea sottolinea che le prime segnalazioni in merito al dissesto del pavimento in tutta la scuola Bertolè risalgono almeno al novembre del 2012, ma nel frattempo nulla si è mai mosso. Le indagini ambientali sulla presenza di fibre nell'aria, permetteranno di valutare qual è stata la reale esposizione degli occupanti l'edificio. 
 
«Da tutto ciò si capisce – sostiene il consigliere Francesco Comotto - come il reale problema sia l'assenza di una visione politica di questa amministrazione che, come da noi rimarcato più volte, si dimostra inadeguata nel pensare e programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio immobiliare pubblico. Non è possibile che in una città come Ivrea non esista un censimento degli immobili pubblici, con specificate le condizioni degli stessi, e un piano pluriennale di interventi con particolare riguardo a quelli che riguardano la sicurezza e la salute di chi questi edifici li deve frequentare. Se invece tale elenco esiste e non si fa nulla la questione è ancora più grave».