
Esperimento riuscito. Venerdì scorso, 9 marzo, in sala Santa Marta a Ivrea, la UILTemp Piemonte, categoria di rappresentanza dei lavoratori in somministrazione, ha organizzato un happening sociale sul precariato al quale sono stati invitati anche i sindaci del territorio. Un evento unico nel suo genere che si è tenuto nella città che fu di Adriano Olivetti non a caso. Proprio a Ivrea è esploso il caso Comdata, salito agli onori della cronaca per il servizio andato in onda su “Report” il 21 ottobre scorso. Le testimonianze dei lavoratori in somministrazione intervistati, hanno denunciato le condizioni di lavoro, con turni comunicati all’ultimo momento, contratti brevi, se non brevissimi reiterati, orari di lavoro spezzati, difficoltà a fruire ferie e riposi.
Condizioni queste che creano grosse difficoltà ad organizzarsi una vita, soprattutto per chi ha una famiglia. Già allora il sindacato, unitariamente, aveva chiesto un incontro, mai ottenuto, per affrontare questi temi. Un incontro richiesto in questi ultimi giorni anche dalle confederazioni di Cgil, Cisl e Uil: «Comdata, con oltre mille addetti, è un'azienda che ha un impatto occupazionale importante per il territorio – rileva Luca Cortese, segretario della Uil Canavese - chiediamo quindi, di conoscere quali siano le prospettive occupazionali a fronte del fatto che oltre 200 lavoratori sono stati licenziati (gli ultimi 50 la settimana scorsa), a causa della perdita della commessa del 187 di Telecom».
La Uil, con questo evento, ha voluto lanciare un chiaro messaggio ai lavoratori precari: «Non sentitevi soli, non siete soli - rimarca con forza Cortese - il sindacato c’è, anche per rappresentare questo mondo. La nostra azione quindi, deve sollecitare anche la politica nazionale per invertire la rotta». Comdata, a Ivrea, occupa oltre mille addetti e da anni utilizza ampiamente - si parla di centinaia di lavoratori - la somministrazione per i picchi di lavoro. Da febbraio l’azienda ha deciso di ridurre in maniera significativa i lavoratori in somministrazione.
«Con Comdata abbiamo una vertenza aperta, da molto tempo - dichiara Anna Maria D’Angelo, Segretaria Regionale UILTemp - abbiamo certato di costruire delle relazioni, per dare delle risposte ai lavoratori, ma purtroppo non ci siamo riusciti per l’indisponibilità della multinazionale. Gli ultimi eventi, che hanno portato Comdata a non rinnovare ben 250 contratti, evidenziano come quest’azienda non ha utilizzato in modo rispettoso la flessibilità, ma l’ha fatto in maniera selvaggia. Il 15 marzo quando, finalmente, incontreremo i vertici dell’azienda, faremo notare che ci sono delle problematiche reali sulle commesse e sulla delocalizzazione del lavoro e forse, insieme, troveremo delle soluzioni».
Un happening con gli amministratori locali (hanno partecipato i sindaci di Ivrea, Rivarolo Canavese e Castellamonte) perché il sindacato da solo non ce la può fare: «Non ce la può fare perché le soluzioni sono politiche, non possono essere solo contrattualistiche. Il sindacato può aiutare a trovare le soluzioni quando è riconosciuto come soggetto di rappresentanza, quando può svolgere il suo ruolo, ma occorre che la politica, a tutti i livelli, faccia delle scelte che diano la possibilità alle persone di lavorare con dignità». (S.i)















