
Scatta l'allarme al carcere di Ivrea. I detenuti sono troppi e manca il personale. Sono alcune delle criticità emerse dal rapporto di Armando Michelizza, «garante dei diritti delle persone private della libertà», nominato dal Comune di Ivrea per individuare pregi e difetti della casa circondariale. Rapporto che è stato presentato in municipio due settimane fa.
Dati alla mano il carcere di Ivrea ospita oggi 231 detenuti contro una capienza regolamentare di 192. Di questi 231, solo 159 sono stati condannati in via definitiva. Il 35% è rappresentato da stranieri. Numeri in controtendenza rispetto al personale: dovrebbero esserci in servizio 221 unità, tra agenti e tecnici. Al momento lavorano dentro la casa circondariale solo 152 persone. Per quanto riguarda il personale tecnico, ad esempio, sarebbero previsti sei dipendenti secondo l’organico ministeriale. Nessuno è al momento in servizio.
«E’ evidente che le nostre carceri sono posti in cui custodire, controllare, separare dalla comunità esterna – dice Michelizza – e dove solo eventualmente proporre percorsi di crescita e di educazione. Questo lo dicono i numeri». Non è un caso, quindi, se dalla casa circondariale, su 231 detenuti, solo sei escono giornalmente per svolgere una qualche attività all’esterno. Per questo il garante ha chiesto, nella sua relazione, un maggior impegno da parte dei Comuni del territorio che possono dotarsi di cantieri di lavoro finanziati dalla Regione o sottoscrivere la convenzione con l’Anci per i lavori socialmente utili.








