
Partiranno tra maggio e giugno i lavori per la realizzazione della connessione Internet a banda ultra larga nelle cosiddette “aree bianche a fallimento di mercato” del Piemonte. Il Piano nazionale per la banda ultralarga nelle aree bianche mira a risolvere il problema del digital divide garantendo la copertura ad almeno 100 Mbps fino all’85% della popolazione italiana, la copertura ad almeno 30 Mbps garantita alla totalità della popolazione italiana, la copertura ad almeno 100 Mbps di sedi ed edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare). Per il raggiungimento di tali obiettivi Infratel Italia, società pubblica istituita per favorire la digitalizzazione del Paese, ha avviato un piano di attività che ha previsto una gara per la selezione di un operatore in grado di realizzare e successivamente gestire l’infrastruttura passiva per la diffusione dei servizi a banda ultra larga.
I Comuni piemontesi interessati alla prima fase degli interventi sono 132 con una popolazione di quasi 300.000 abitanti. In Canavese sono: Alpette, Chivasso, Ivrea, Leini, Locana, Mappano, Pont Canavese, Rivarolo Canavese e Sparone.
L’Assessora regionale all’attività produttive, presente all’incontro dell’11 gennaio in corso Inghilterra, ha sottolineato che i fondi europei impegnati sul piano per la banda ultra larga non verranno rendicontati sulla base della fibra posata, ma sulle effettive unità abitative connesse: una garanzia del fatto che, che dopo i lavori di posa dei cavi, la rete divenga immediatamente operativa. L’assessora regionale ha ringraziato Anci, Uncem e Upi per la collaborazione dimostrata, nell’ambito di un lavoro senz’altro impegnativo, ma che risulta fondamentale e strategico per il territorio.
Il piano regionale sulla banda ultra larga mira anche alla salvaguardia e valorizzazione degli investimenti già attuati, alla tutela e valorizzazione dei piccoli operatori locali (che avranno pari opportunità di accesso) e allo stimolo alla domanda, attraverso la diffusione dei servizi regionali digitali. La rete realizzata sarà data in concessione per vent’anni all'aggiudicatario e rimarrà di proprietà pubblica.








