
La giunta di Andrate ha votato una delibera che impegna il Comune «a tutelare le specialità culinarie locali impedendo l’insediamento di allevamenti di insetti o attività commerciali legate ai novel food». Una presa di posizione che va contro le direttive del Parlamento Europeo che, dal 1 gennaio 2018, ha ammesso l'immissione sul mercato di nuove categorie di alimenti, i "novel food" appunto, tra i quali anche gli insetti interi.
Andrate è il primo Comune in Canavese che assume questa decisione. Uno dei primi in Italia. La motivazione del sindaco Enrico Bovo è semplice. «Ritenendo inestimabile il valore della gastronomia italiana, ricca di gusto e di tradizione millenarie, capacità e know-how, frutto del lavoro dei padri dei nostri padri, che hanno consentito ai prodotti italiani di distinguersi nel mondo in termini di eccellenza e qualità - spiega la giunta comunale - visto che i prodotti alimentari locali delle regioni italiane rappresentano la storia e le tradizioni del nostro territorio, generando fonti di reddito per numerose famiglie e per i prodotti agricoli e dell’allevamento con le loro filiere e il loro indotto sono fondamentali per la nostra economia, la quale non può essere colonizzata da cibi che non rientrano nella nostra tradizione e nella nostra identità».
Secondo il Comune, «dal primo gennaio sarà possibile immettere sul mercato europeo nuove categorie di alimenti come gli insetti interi e le loro parti, prodotti attinenti a culture e tradizioni gastronomiche sideralmente lontane da quelle italiane». Da qui la decisione di impegnarsi per fare in modo che nessuna attività locale possa essere in qualche modo collegata allo sfruttamento dei novel food.








