INGRIA - Furto del Ministero: il Comune ricorre al Tar del Lazio
L'esclusione di Ingria dai fondi del progetto "6000 campanili" non finirà a "tarallucci e vino". Il Comune è prossimo a ricorrere al Tar del Lazio contro il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Del resto, secondo i dati della graduatoria, Ingria avrebbe dovuto ottenere un contributo di quasi un milione di euro. Solo che, a causa di un cavillo, il Comune è stato escluso. 
 
Ingria, infatti, ha presentato correttamente la domanda di partecipazione al bando, alle ore 9 e 19 secondi del 24 ottobre 2013. In base alle tempistiche, il Comune si sarebbe dovuto aggiudicare il sostanzioso contributo per le opere di viabilità e messa in sicurezza stradale. Anche perchè i "6000 campanili" non sono stati finanziati in base alla validità dei programmi. Sono stati selezionato solo i Comuni che sono stati più rapidi a presentare la domanda. Questione di secondi insomma. «Siamo stati esclusi per la nostra buona volontà - dice amareggiato il sindaco Igor De Santis - la nostra documentazione è stata inviata in 19 secondi. Solo che nel presentare il progetto, abbiamo aggiunto un contributo di 50 mila euro come compartecipazione alle spese». 
 
Solo che la cifra, secondo il Ministero, non è stata specificata a bilancio ma solo con un «generico impegno della giunta». «Siamo stati esclusi ingiustamente – spiega De Santis – per un cavillo che, nel bando di partecipazione, non è stato specificato». Da qui la decisione di richiedere l’accesso agli atti del Ministero e di procedere con il ricorso al Tar del Lazio. «Chiederemo il riesame della graduatoria» annuncia il sindaco. Ingria non molla. Anche se si tratta di una sfida tra Davide e Golia.