FRASSINETTO - Il Comune investe ancora sull'arte
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Frassinetto fa sul serio. 300 anime a cavallo delle valli Orco e Soana ma tanta intraprendenza amministrativa. Nonostante la crisi, infatti, il Comune non smette di credere nella cultura. E per impreziosire la pinacoteca dedicata al pittore Carlo Bonatto Minella (originario proprio del paese), acquista un’altra tela originale, il «Cristo Risorto» (nella foto sotto), da mezzo secolo proprietà di un collezionista. Costo dell’operazione: circa 10 mila euro.

L’anno scorso, poco dopo Natale, più o meno per la stessa cifra, il Comune aveva acquistato anche un altro quadro del Minella, il «Valletto in livrea», che oggi fa bella mostra di se nella chiesa di San Bartolomeo, a tutti gli effetti la pinacoteca del paese. Un altro quadro l’amministrazione comunale spera di poterlo acquisire entro l’estate. «Il nostro progetto prevede la creazione di una piccola galleria composta solo da dipinti originali – dice il sindaco Marco Bonatto - nel caso del Cristo Risorto l’operazione è stata possibile grazie alla sensibilità del collezionista che ha creduto nel nostro progetto». Un ulteriore motivo per visitare Frassinetto. «Crediamo molto nella valorizzazione della nostra storia – dice il consigliere Davide Querio – per questo, oltre al lavoro sul Minella, stiamo operando per recuperare le nostre borgate. L’idea è quella di offrire ai potenziali visitatori molteplici motivi per fare un salto da queste parti».

Il recupero delle opere di Carlo Bonatto Minella, tra l’altro, è anche un tentativo di omaggiare come si deve un pittore prodigioso, troppo spesso dimenticato. Nato a Frassinetto il 10 agosto 1855, nonostante le umili origini, riuscì a frequentare, con volontà tenace e a prezzo di grandi sacrifici, l'Accademia Albertina di Torino. Per mantenersi gli studi, il giovane partiva da Frassinetto, a piedi, con un cesto di formaggi che vendeva per comprarsi pennelli, tele e colori. Si spense nella casa natia il 6 giugno 1878, a soli 22 anni. Pittore eccezionale, come descritto dal libro che gli ha dedicato il professor Angelo Paviolo, ma troppo spesso dimenticato, forse a causa del numero limitato di opere che riuscì a ultimare, stroncato dalla tubercolosi.