
«Riteniamo la decisione del Comune di Forno Canavese, anticipata dagli articoli di alcuni giornali locali, di uscire dall’Unione Montana Alto Canavese incredibile, azzardata e veramente priva di senso». Così comincia la lettera, datata 16 aprile, in cui il gruppo di minoranza «Ricostruire Forno Insieme» attacca il sindaco Beppe Boggia sulla scelta di uscire dall’Unione.
La lettera racconta una storia, completa di date, che dissente da quella raccontata dal sindaco. Dopo aver ricordato come l’entrata nell’Unione fosse stata tra i maggiori vanti della maggioranza durante la campagna elettorale, la cronostoria continua, data dopo data, fino al 29 dicembre 2014, giorno in cui “la Giunta, all’unanimità, approva il regolamento per lo svolgimento delle funzioni e dei servizi affidati dai Comuni all’Unione Montana Alto Canavese”. Già da gennaio però «il sindaco Boggia organizza, nei locali del Palazzo Comunale, due incontri in cui invita i consiglieri di minoranza del Comune di Forno Canavese, in cui presenta le proprie perplessità sul rimanere nell’Unione Montana Alto Canavese e già anticipa l’eventualità di uscirne».
Segue un racconto dei tentativi della minoranza di Forno di salvare la situazione: «Vengono presentate all’Unione Montana Alto Canavese, dal Consigliere di Minoranza (Gioannini), e al Comune di Forno Canavese, dai Capogruppi di Minoranza (Armenio e Gioannini), 2 distinte mozioni affinché l’Unione Montana Alto Canavese adotti un regolamento nel quale vengano dettagliatamente definiti in modo puntuale, concreto e condiviso, sia l'allocazione delle risorse (in primis di personale) dei Comuni, sia i criteri e le metodologie di ripartizione dei costi, impegnando il sindaco ad attivarsi affinché la definizione di tale regolamento avvenga ad opera di un'apposita Commissione da nominarsi da parte del Consiglio dell'Unione».
I tentativi falliscono, dato che il 15 marzo il «Comune di Forno Canavese invia lettera al Presidente e alla Giunta dell’Unione con cui chiede di accogliere alcune richieste di modifica all’organizzazione dei vari servizi conferiti all’Unione» e minaccia la propria uscita in caso di mancato accoglimento delle richieste. Dal tono della lettera è abbastanza chiara la fortissima opposizione della lista seconda classificata alle elezioni del maggio scorso. Opposizione che diviene esplicita nella conclusione: «Sinceramente pensiamo, prima come cittadini e poi come appartenenti ad un gruppo che si è messo in gioco per amministrare seriamente il Comune di Forno, che un’Amministrazione Comunale non debba mai provare, “giocare”, “scherzare” ... ma debba sempre lavorare, proporre, costruire e realizzare. A noi pare, invece, che qui, oltre il niente, esista solo... il nulla». Una lettera quindi che chiarisce la totale contrarietà delle minoranze fornesi e che, allo stesso tempo, fa nascere dei dubbi su come sia stata gestita l’intera faccenda. (pf)








