Il «Gay Center» di Roma ha presentato un esposto alla procura di Torino e ai carabinieri dopo le dichiarazioni di Serafino Ferrino, sindaco di Favria, «che vuole agire, come dichiarato, in autonomia e indipendenza non registrando le unioni civili». L'associazione è la prima che ha deciso di passare dalle parole ai fatti. «L'obiezione di coscienza non è prevista dalla legge e le parole di Ferrino sono una grave violazione dei diritti, oltre che della legislazione statale. Stiamo agendo contro tutti i Comuni che non applicheranno la legge», dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center.
Assolutamente tranquillo il sindaco di Favria che ieri è stato ospite a diverse trasmissioni radiofoniche nazionali, incassando anche il sostegno di numerose associazioni cattoliche. «Sono certo di non correre alcun rischio - dice Ferrino - non è stato commesso alcun abuso perchè, a Favria, le unioni civili possono essere registrate senza problemi anche dall'ufficiale di stato civile, senza alcuna delega da parte del sottoscritto». Ferrino, insomma, non ha nessuna intenzione di cambiare idea. Anzi. «Ho incassato il sostegno di numerosi sindaci del Canavese - spiega - che mi hanno telefonato o scritto. E' il caso dei colleghi di Burolo, Busano, Lombardore, Ozegna, Locana. Si tratta della conferma che questa legge sulle unioni civili mette in difficoltà tanti amministratori, non solo il sottoscritto».
Ferrino ha spedito tutta la documentazione sul caso all'avvocato Gianfranco Amato dell'associazione «Giuristi per la vita». Associazione che tutela già altri sindaci alle prese con denunce ed esposti di varia natura. «Sempre più sindaci si affidano ai Giuristi per la Vita per difendere il loro diritto all'obiezione di coscienza - scrivono dall'associazione - un diritto ricordato poche settimane fa anche dal Papa: "il diritto all'obiezione di coscienza deve essere sempre riconosciuto da qualsiasi ordinamento».
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