EUTANASIA - No della Regione: «Meglio cure palliative e terapia del dolore»

CANAVESE - Doccia fredda per i tanti volontari scesi in piazza in Canavese e in PIemonte in queste settimane per sostenere il Referendum Eutanasia Legale. Con 23 voti contrari, il Consiglio regionale del Piemonte si è espresso negativamente sulla proposta di aderire al referendum abrogativo dei Radicali portato in aula da Liberi Uguali e Verdi. Un Referendum per abrogare parzialmente l’art.579 del Codice Penale riguardante l’omicidio del consenziente, permettendo che l’eutanasia attiva sia consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico. Rimarrà in ogni caso vietata e punita se effettuata nei confronti di una persona incapace di intendere, un minore di diciotto anni o una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza o minaccia.

«Depenalizzazione dell’eutanasia - ha detto nel suo intervento a Palazzo Lascaris il consigliere del gruppo Lega Salvini Piemonte Andrea Cane - significa trasformare in atti legali e compassionevoli reati oggi puniti dal codice penale, come l’omicidio del consenziente. Personalmente difendo la vita in ogni sua fase e forma e condivido e appoggio pienamente l’appello di Claudio Larocca, presidente della Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita di Piemonte e Valle D’Aosta».

«Noi riteniamo che la dignità di ogni persona permanga in ogni circostanza, intatta e intangibile - ha citato il vicepresidente della commissione Sanità Andrea Cane -, la dolce morte non difende la dignità del malato né ha a che fare con la vera compassione che invece è solidale con il sofferente e non lo sopprime, mirando piuttosto ad alleviarne la sofferenza. E su questo voglio insistere per porre l'accento sul miglioramento della terapia del dolore, dal momento che a settembre ripartirà il coordinamento regionale della rete piemontese delle cure palliative, che anche a causa della pandemia era rimasto bloccato per molto tempo: ringrazio quindi per questa ennesima ripartenza della Sanità piemontese l’assessore Luigi Icardi, il direttore generale Minola e il dottor Giovanni Bersano, responsabile dell'Unità operativa di Cure palliative dell'Asl To4».

«Un grazie - ha concluso il consigliere Andrea Cane - va certamente a tutti i medici che ogni giorno difendono la Vita, quella con la lettera maiuscola, che ritengo debba essere sempre e solo tutelata, senza fare troppi giochi di parole tra diritto alla vita, accanimento terapeutico ed eutanasia, che sono tre concetti ben diversi tra loro».