EPOREDIESE - Peggiorano i dati della differenziata. A rischio i contributi dalle piattaforme di riciclo

IVREA - La Società Canavesana Servizi che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, segnala una preoccupante tendenza negativa rispetto alle impurità presenti nella plastica. A giugno hanno infatti superato il 25%. «Corepla», in particolare, il consorzio che si occupa della raccolta riciclo e recupero degli imballaggi in plastica, riconosce ai Comuni, attraverso Scs, un contributo economico solo se la plastica contiene imballaggi. In caso contrario il contributo non viene erogato, aumentano i costi della raccolta e i cittadini avranno un aumento delle imposte. 

Si ricorda, che sono considerati plastica riciclabile solo gli imballaggi, la presenza di altre plastiche come: giocattoli; bacinelle; secchi e qualsiasi altro oggetto che nasce per un fine suo proprio di utilizzo non sono da smaltire nella campana della plastica, bensì con i rifiuti indifferenziati. Se le impurità superano un certo limite (22%) all’interno di una campana, tutto il suo contenuto sarà considerato indifferenziato ovvero non riciclabile, vanificando così anche lo sforzo di chi ha operato bene e diminuendo di conseguenza la percentuale complessiva di rifiuti differenziati.

«Grazie alla raccolta differenziata Scs riceve un contributo che permette di coprire una parte dei costi della raccolta e dunque di far pagare meno i Comuni che a loro volta fanno pagare meno i cittadini - fanno sapere dal Comune di Chiaverano - stiamo rischiando di perdere questo contributo. Chiediamo pertanto di fare attenzione a cosa si butta nella campana della plastica evitando di introdurre oggetti impropri». Ma allora quale plastica devo mettere nelle campane blu? Solo gli imballaggi. Per poter essere inserito nella raccolta della plastica, infatti, non basta che un rifiuto sia genericamente fatto in plastica, ma deve aver protetto, trasportato o contenuto una merce o un prodotto dal produttore al consumatore.