EPOREDIESE - Cala la differenziata e aumentano le discariche abusive: «Così le bollette saranno più salate»

IVREA - Per i servizi essenziali presenti nel territorio è sicuramente il momento di fare un bilancio della gestione della fase di emergenza e una riflessione sulle prospettive future. Pensando alla gestione dei rifiuti, come per molti servizi essenziali, il periodo di emergenza non si è affatto concluso, ma è diventato un dato di fatto con cui convivere sia per le misure di sicurezza da adottare per i propri operatori, sia per il continuo adeguamento e aggiornamento dei processi di lavoro.

La quarantena e la successiva rapida riapertura delle attività produttive e delle possibilità di spostamento dei cittadini, hanno riacutizzato alcuni problemi endemici del nostro territorio, quali la scarsa qualità della raccolta differenziata e l’abbandono dei rifiuti. SCS sta lavorando in stretta sinergia e collaborazione con i propri Comuni, che l’hanno sempre affiancata e sostenuta in tutto il periodo di lockdown, per sviluppare strategie condivise proprio per gestire l’acuirsi di queste criticità. Una crescita del rifiuto indifferenziato e, in particolare, una raccolta della plastica fatta erroneamente nei vari territori (come quella vista negli ultimi mesi) porterebbe un aumento dei costi diretti sui Comuni con ricadute immediate sulle tariffe dei cittadini. Ad oggi, il costo della raccolta riesce ad essere contenuto dal contributo economico che i Comuni percepiscono, per il tramite di SCS, dalle piattaforme di filiera, concesso però solo se il rifiuto conferito, ad esempio la plastica, contiene materiali con una bassa percentuale di impurità (in cui quindi il rifiuto consegnato possa essere in tutto o in gran parte classificato come imballaggio). In caso contrario, il contributo viene cancellato completamente.

Altro fattore critico emerso con maggiore evidenza proprio in quest’ultimo periodo è l’abbandono dei rifiuti al di fuori dei contenitori e all’esterno dei centri di raccolta, problema già molto sentito in alcuni comuni, che si è andato intensificando dopo il prolungato periodo di chiusura. Proprio per venire incontro alla crescente domanda di conferimento da parte dei cittadini, SCS è già intervenuta con un ampliamento dell’orario dei propri centri di raccolta e un’operatività costante del numero verde, rivolta anche e soprattutto a gestire le crescenti richieste di ritiro ingombranti, ma le prenotazioni per alcuni comuni sono già alla fine del mese di luglio. 

“L’intenzione di SCS è quella di agire con i Comuni Soci in una logica di rete territoriale”, sostiene il direttore di SCS Andrea Grigolon, “mantenendo e implementando, come già fatto fin’ora, i servizi resi di raccolta, igiene al suolo e conferimento nei centri. Ma non solo. Vogliamo lavorare con i nostri Comuni sul potenziamento di tutti i canali di comunicazione, sull’attivazione di strumenti informativi che creino una vera e propria cultura sulla raccolta differenziata e sul rispetto dell’ambiente e una maggiore specializzazione degli interventi di controllo e verifica sulle attività produttive”. Il progetto di SCS, quindi, centrato sui cittadini, la vera forza di questo territorio, il vero punto da cui partire per disegnare i progetti futuri.