
Il centrosinistra esce con la ossa rotte da questa tornata elettorale. Il Partito Democratico ha deluso in tutta Italia e, in Canavese, non ha fatto eccezione. Tolta Ivrea, dove ha chiuso in vantaggio per un soffio, nel resto del territorio è stato un "bagno di sangue" tanto che i candidati del partito sono arrivati terzi, dietro al centrodestra e al Movimento 5 Stelle. Flop clamoroso di Liberi e Uguali.
«Dopo una lunga notte di passione possiamo dire che il popolo ha scelto i suoi rappresentanti e il PD ha perso le elezioni - dice Francesca Bonomo, sconfitta nel collegio della Camera di Ivrea e Canavese - tuttavia sono orgogliosa del lavoro fatto. Abbiamo commesso molti errori, ma non credo sia giusto dare tutte le responsabilità soltanto al segretario Matteo Renzi o al PD. In un squadra si vince e si perde tutti insieme. Ho dato il massimo tentando di fare il meglio che potevo: le relazioni personali che ho costruito in questi anni sul territorio, le opportunità di sviluppo che abbiamo costruito insieme sono un punto da cui ripartire con un nuovo slancio».
Deluso anche Alberto Avetta, sconfitto nel collegio del Senato: «È stato un mese molto intenso. Grazie davvero e con affetto profondo a tutti coloro che hanno corso, faticato e anche sorriso con me, credendo nel PD e nel nostro progetto. Auguro buon lavoro ai neo parlamentari confidando che sappiano ascoltare e rispondere alle aspettative dei territori che li hanno eletti. Da sindaco e presidente di Anci Piemonte continuerò a dialogare con tutti, nell’interesse delle nostre comunità».
Anche Gianna Pentenero, assessore regionale al lavoro, che era candidata per il Pd nel collegio della Camera, Settimo-Chivasso, incassa la sconfitta: «Le urne non mentono mai e bisogna averne rispetto, visto che si tratta della massima espressione della democrazia. La sconfitta è netta e va riconosciuta senza attenuanti. Una campagna mediatica tutta incentrata sui temi nazionali ha allontanato gli elettori dal territorio e dal contesto locale. Ha prevalso comunque il voto contro, di pancia e di protesta che ha travolto l'intero centro sinistra, nessuno esente. Se non siamo stati credibili nel sostenere le proposte per il futuro e i correttivi, necessari, al lavoro svolto in questi anni, la responsabilità è nostra e mia, in particolare, essendomi messa in gioco in prima persona».
E adesso? «Quando perdi, non perdere la lezione, recita un detto. Questo è il nostro compito adesso: fare tesoro dell'esito delle urne, riflettere, aprire una seria riflessione e rimettere al centro le persone e la politica. Solo così possiamo ripartire. Io ci proverò con eguale entusiasmo, consapevole che da una caduta bisogna rialzarsi subito e possibilmente più consapevoli e più forti di prima».











