Emidio Filipponi sul banco degli imputati. Solo che il “processo”, forse tardivo, si celebra al tavolo tecnico che sancirà, entro il primo ottobre, il passaggio della raccolta rifiuti dell’alto Canavese, dall’Asa alla Teknoservice di Piossasco. Filipponi, ex direttore dell’azienda, considerato uno dei massimi responsabili del buco di Asa (più o meno 80 milioni di euro), potrebbe non essere riassunto dalla nuova azienda e perdere definitivamente il posto di lavoro. Farebbe parte dei sessanta amministrativi che, con tutta probabilità, dal primo ottobre non rientreranno nell’organico della nuova azienda.
Almeno è quello che si augurano alcuni sindaci del consorzio che, proprio nel corso delle ultime riunioni del tavolo tecnico, hanno espresso perplessità sulla possibile riassunzione dell’ex direttore. Formalmente è stato il consigliere di Traversella, Marco Puglisi, a chiedere lumi sulla posizione di Filipponi. Molti altri sindaci, però, avrebbero voluto porre quella domanda ai responsabili della Teknoservice.
Per il momento, va detto, la riassunzione di Filipponi non è stata presa in considerazione. Ma il tempo delle valutazioni sul personale non è ancora scaduto. Per questo alcuni sindaci preferirebbero un netto cambio di rotta, «almeno per dare un netto segnale di discontinuità rispetto al rovinoso passato dell’Asa».








