DISASTRO ASA - Via libera alla trattativa con Ambrosini: si parte da 12 milioni di euro
«Con Ambrosini si tratta». Alla fine si sono convinti quasi tutti i sindaci dell'alto Canavese. Ovvero quelli dell'ex consorzio pubblico Asa. I debiti vanno onorati: a questo punto meglio scendere a patti. E' quanto emerso dopo l'incontro dell'altra mattina convocato dal vicepresidente della Regione Piemonte, Aldo Reschigna. Presenti, oltre a tutti i sindaci dell'alto Canavese, anche i commissari delle tre Comunità montane del territorio. Enti che, in teoria, cesseranno di esistere entro la fine dell'anno.
 
«Sceglieremo un gruppo ristretto che andrà a trattare con Ambrosini – conferma il sindaco di Rivarolo, Alberto Rostagno – il tavolo sarà gestito dalla Regione. Ormai è chiaro a tutti che, in questo momento, la via della trattativa è quella più saggia che potrebbe permetterci di chiudere definitivamente la partita Asa». In quanto alle cifre, il lodo ha «condannato» i Comuni al pagamento di 37 milioni di euro, solo per i debiti contratti fino al 2010. Il conto raddoppia, però, se si prendono in considerazione anche gli anni successivi. La proposta che sembra concretizzarsi in queste ore parla di 12 milioni di euro, forse dilazionabili con mutui trentennali. 
 
Prima delle trattative, comunque, sarà necessario il disco vedere della Corte dei conti. La Regione, a tal proposito, si è detta disponibile a presentare istanza alla Corte dei conti per coordinare i Comuni. Nei guai, per assurdo, anche il Comune di Rocca Canavese e tutti i Comuni dell’ex comunità montana Dora Baltea: non hanno mai usufruito dei servizi Asa ma, confluendo nelle comunità montane Alto Canavese e Valchiusella, oggi figurano tra gli enti chiamati a ripianare i debiti. Un pasticcio burocratico.