Il consiglio comunale di Cuorgnè, il penultimo dell'amministrazione Pezzetto, si è chiuso l'altra sera con la lunga discussione relativa al disastro dell'Asa. Non sono mancate le accuse reciproche. Parlando dei debiti accumulati nel 2008 dall'ex consorzio pubblico, circostanza riportata dall'ex sindaco Giancarlo Vacca Cavalot, l'attuale primo cittadino non ha mancato di chiedere al suo predecessore quale impegno era stato profuso dal Comune (e, in particolare, dall'allora sindaco) per evitare quanto poi accaduto. «Il lodo arbitrale è un capolavoro di giurisprudenza» ha detto Cavalot, parlando dei 37 milioni di euro che gli enti locali (in teoria) saranno chiamati a pagare per ripianare i debiti dell'Asa.
«Un lodo che ratifica in pieno le teorie di Ambrosini che gravano sugli unici soggetti solvibili, ovvero i Comuni». Cavalot ha ribadito che il Comune di Cuorgnè chiese ripetutamente di poter visionare i bilanci dell'Asa ma che, in tutte quelle occasioni, nessuno li fornì ufficialmente all'ente. Di più: al momento della ricapitalizzazione, anche Cuorgnè si oppose. Il buco, inizialmente stimato in 10 milioni di euro, si allargò poi a dismisura arrivando alle proporzioni attuali. «Ci dissero che era tutto in regola» ha ribadito Cavalot. Qualcosa, insomma, in quei bilanci non era stato riportato correttamente se poi l'Asa si è trovata sommersa dai debiti. Nessuno, però, se ne preoccupò davvero. Anzi, tutti fecero orecchie da mercante.
«In questo momento la comunità montana è ancora attiva e per noi è un bene, comunque ci stiamo adoperando in via prudenziale - ha sottolineato il sindaco Pezzetto - anche prima del pronunciamento del lodo. E' stato sentito dalla commissione il commissario liquidatore. La Comunità montana ha un 25% delle quote di Asa. Per il Comune, in seconda battuta, si potrebbe parlare di un conto da due milioni di euro, secondo le stime». La politica dell'amministrazione di accantonare 150 mila euro in via prudenziale è stata criticata anche dall'opposizione di Cuorgnè 150: «Così è come ammettere delle responsabilità» ha sottolineato il consigliere Danilo Armanni.
Sulle responsabilità, Pezzetto ha comunque garantito che gli enti pubblici andranno a fondo su chi materialmente ha generato il debito: «Lei dov'era nel 2008? - ha detto il sindaco rivolgendosi al suo predecessore - andremo sicuramente a fondo delle responsabilità. Alcune prese di posizione sono un po' tardive. Assurdo che il problema, oggi, sia la gestione Ambrosini e non quella di chi c'era prima».








