
Primo responso, anche se parziale, dal summit dei sindaci dell'alto Canavese dopo la sentenza dell'arbitrato Asa. Non ci saranno trattative con il commissario liquidatore Stefano Ambrosini. La maggior parte dei primi cittadini, riuniti dal sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, ha espresso la necessità di fare chiarezza sui debiti accumulati dell'ex consorzio pubblico e, intanto, di procedere con il ricorso in appello. I sindaci saranno riconvocati a breve (probabilmente già la prossima settimana) per stilare una sorta di "percorso" condiviso che porti al ricorso. Ovviamente i dubbi sono ancora tantissimi ma la maggior parte degli amministratori sembra andare in quella direzione. Costi quel che costi.
Di fatto, in caso di ricorso, verrebbe respinta al mittente la richiesta di trattativa, promossa dal liquidatore Ambrosini e caldeggiata, non più tardi di qualche giorno fa a Castellamonte, anche dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. Nel corso del summit che si è tenuto a palazzo Lomellini a Rivarolo, hanno preso la parola, oltre a Rostagno, i sindaci di Busano, Favria, Colleretto Castelnuovo, Cuorgnè, Rivara, Frassinetto, Levone, Lusigliè, Locana e Valperga, oltre ai rappresentanti di Castellamonte, Traversella e Borgiallo e alla commissaria della comunità montana Alto Canavese.
Molti sindaci hanno concordato sulla necessità di andare contro i "poteri forti", fin qui rappresentati proprio dal commissario Ambrosini. Andrebbero però divise le gestioni fino al 2009 (in parte controllate anche dai sindaci soci) e quelle post commissariamento, sulle quali le amministrazioni del territorio non hanno avuto potere di controllo. In ogni caso, come l'avvocato Scaparone ha fatto presente più volte, in caso di pagamenti da parte dei Comuni, questi dovrebbero finire nei bilanci pubblici come "debiti fuori bilancio", di fatto esponendo gli enti stessi al rischio di dissesto. Se ne riparlerà tra qualche giorno.








