
Sindaci dell'alto Canavese da Chiamparino, mercoledì prossimo, per discutere dell'arbitrato Asa e, soprattutto, dei milioni di euro che saranno, prima o poi, da pagare (nel caso l'arbitrato desse ragione al commissario Stefano Ambrosini). L'incontro è stato chiesto e ottenuto dai sindaci di Castellamonte, Cuorgnè e Rivarolo Canavese a nome dei 52 comuni dell'alto Canavese che fanno parte dell'ex consorzio della raccolta rifiuti. E' quanto emerso dal summit dell'altra sera, tra gli amministratori della zona, che si è tenuto a Castellamonte.
Il prossimo 20 febbraio è atteso il verdetto dell'arbitrato. La richiesta di Ambrosini, secondo i legali che seguono la posizione dei Comuni, oscilla da un minino di 8 a un massimo di 37 milioni di euro e prende in considerazione gli anni di gestione del Consorzio Asa tra il 2009 e il 2014. La cifra stabilita dall'arbitro sarà poi ripartita in base alle quote di partecipazione dei vari comuni e delle tre Comunità montane. Un'eventuale pronunciamento negativo imporrà ai Comuni un ricorso e, in caso di sentenza avversa, la richiesta di "rateizzare" la cifra complessiva. Di fatto, nonostante l'allarme dei giorni scorsi lanciato dal segretario Pd regionale, Davide Gariglio, è difficile che i Comuni arrivino al default.
A margine della riunione dell'altra sera, il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, ha proposto, nel caso la richiesta danni venisse confermata, che i comuni possano rivalersi sugli ex componenti del consorzio di amministrazione di Asa. I legali stanno valutando la possibilità di "mettere in mora" gli ex membri del consiglio (sedici in tutto). Qualcuno ha anche ipotizzato il coinvolgimento diretto del commissario liquidatore, Stefano Ambrosini.
Mercoledì, comunque, Rostagno, Pezzetto e Mascheroni, insieme ad altri sette sindaci rappresentanti dei Comuni più piccoli, saranno in Regione dal presidente Sergio Chiamparino. Lo stesso che, in una nota, ha già ribadito che l'ente regionale non potrà intervenire direttamente sulla questione dal momento che «non ha alcun titolo per farlo».
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