DISASTRO ASA - I sindaci pronti a denunciare Ambrosini

La proposta è arrivata da Serafino Ferrino, sindaco di Favria ed esperto di amministrazioni comunali. Ma, in fondo, la pensano così anche molti altri sindaci del Canavese che ieri sera si sono trovati a palazzo Lomellini, in quel di Rivarolo Canavese, per fare il punto dopo il lodo arbitrale dell'Asa che li ha condannati a pagare 37 milioni di euro per ripianare i debiti del consorzio pubblico fallito.

«Andiamo in procura a Ivrea e chiediamo di parlare con il procuratore capo Ferrando - ha detto Ferrino - Ambrosini ha lavorato bene? Io non ha paura dei poteri forti. Sono pronto a chiedere alla procura che verifichino cosa ha fatto Ambrosini. Il teleriscaldamento, ad esempio, è stato venduto a un milione di euro. Ridicolo. E il ramo rifiuti a 2,3 milioni. Siamo certi che il commissario ha lavorato come si deve? Oppure ci sono anche delle sue palesi responsabilità?». L'avvocato Scaparone che, fin qui, ha tutelato la posizione dei Comuni, ha anche suggerito un esposto alla Corte dei Conti in merito all'operato del commissario liquidatore. Insomma, i sindaci non vogliono pagare e partono con le contromosse. 

«Nel 2008 c'erano sei milioni di euro di debiti - ha fatto presente il sindaco di Busano, Giambattistino Chiono - dal 2009 i conti che ci presenta il commissario non li abbiamo mai visti prima. Adesso questi numeri sono lievitati. Evidentemente, in passato, qualcuno ha presentato dei bilanci falsi. Non era compito dei sindaci verificare se i bilanci erano veritieri». Anche il sindaco di Frassinetto, Marco Bonatto, ha sottolineato l'impossibilità da parte delle amministrazioni pubbliche di effettuare dei controlli: «Sono sindaco dal 2011 ma c'è molta difficoltà a capire cosa è successo. Siamo partiti da 13 milioni, poi arriva il commissario e si passa a 37». E Aldo Querio Gianetto, sindaco di Colleretto Castelnuovo, sposa la visione Ferrino: «Debiti sono stati fatti prima e dopo. Non si va a transare senza combattere. Pare chiaro che anche il commissario Ambrosini, che non ho il piacere di conoscere, ha delle responsabilità».