
Colpo di scena nella vicenda Asa. Dopo l'annuncio dei sindaci sull'accordo trovato con il commissario Stefano Ambrosini in merito al pagamento di nove milioni di euro del vecchio debito Asa (per chiudere definitivamente la partita a carico dei Comuni soci), arriva da Pertusio un vero e proprio fulmine a ciel sereno: il sindaco Antonio Cresto, con una lettera inviata a tutti i colleghi sindaci, ha deciso che non pagherà nemmeno un euro ed è sua intenzione impugnare il lodo Asa, quello che ha condannato i sindaci a pagare. «Voglio aprire una riflessione con i miei colleghi - dice Cresto - ho appositamente chiesto un parere ai legali. A mio avviso i Comun non hanno colpe per il buco dell'Asa e per il conseguente fallimento. Non tocca a noi, e quindi ai nostri cittadini, coprire quel buco».
Per Cresto, insomma, non è il caso di esporre le casse comunali a pagamenti per i prossimi trent'anni, sempre ammesso che si possa dilazionare: «Su questo non abbiamo certezze e i termini stanno per scadere - dice il sindaco di Pertusio - siamo sicuri di fare bene a pagare? Ambrosini è stato molto abile a portare avanti le trattive ma quel lodo è impugnabile. Ed è mia intenzione andare avanti». La lettera di Cresto, ovviamente, ha generato scompiglio tra sindaci e segretari comunali della zona. «Dobbiamo aprire immediatamente un'ampia riflessione - aggiunge Cresto - non ci sono risposte chiare. Per questo io andrò avanti, anche a costo di rimanere da solo».
«Ogni scelta è legittima anche se non la condivido - ribatte il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno - l'accordo congiunto di tutti i 51 Comuni facilitava la transazione. Il vice Presidente regionale Aldo Reschigna sta lavorando per far inserire nella legge finanziaria, in discussione in questi giorni in parlamento, proprio un articolo che permetta l'indebitamento e la rateizzazione ai Comuni per questi tipi di debiti». E Beppe Pezzetto, sindaco di Cuorgnè, invita alla prudenza: «Non sono un giurista ma nel caso specifico del Comune di Cuorgnè, non essendo al direttamente coinvolto nel lodo Asa, non credo potremmo (anche volendo) impugnarne la decisione. Questa "fuga in avanti" rischia di rompere un già fragile discorso di territorio e oggettivamente potrebbe porre i singoli soggetti in posizioni di valutazione diversa nei confronti di terze parti, ad esempio la Corte dei conti».
Per la serie, qui rischia di saltare il banco...








