
CUORGNE'- Resta in cima all'agenda politica canavesana il futuro della villa e degli appartamenti di via Salgari confiscati a Giovanni Iaria, l'ex assessore, arrestato e condannato in primo grado, prima del suo decesso, per 'ndrangheta nell'ambito dell'operazione Minotauro. Sulla questione, dopo la conferenza dei servizi alla presenza del Prefetto di Torino Raffaele Ruberto, è intervenuto anche Il circolo PD Alto Canavese che ha seguito da vicino la vicenda nelle sue rapide evoluzioni.
«Come Circolo, in linea con quanto l’impegno di tutta la nostra comunità, riteniamo che su una questione così importante sia utile e doveroso superare ogni conflittualità e lavorare a una soluzione il più possibile condivisa - spiega Simona Appino, segretario del Partito Democratico alto canavesano - Sappiamo che sul riutilizzo sociale dei beni confiscati si gioca una delle partite più importanti della lotta alle mafie, che non può coincidere con la sola repressione, ma che necessita di un lavoro sociale e culturale. Consci che il comune di Cuorgnè ad oggi è già impegnato nel riutilizzo di un bene confiscato, comprendiamo le difficoltà di natura amministrativa espresse dalla sindaca Cresto, che ha assicurato che non farà mancare la sua collaborazione all’interno di progetti di riutilizzo che coinvolgano altri soggetti istituzionali, a partire dalla Città Metropolitana e dalla Regione, come avvenuto per altre situazioni particolarmente complesse, come, ad esempio, il bene di San Giusto Canavese».
«Come circolo locale ci attiveremo per mettere a disposizione le buone pratiche raccolte negli anni dal Partito Democratico sul tema e a livello territoriale al fine di sostenere le progettualità con i nostri attuali e futuri rappresentanti in Città Metropolitana e Regione - concludono dal PD locale - Tutto questo con l’obiettivo di giungere a un effettivo riutilizzo del bene, al servizio della comunità».








