CUORGNE' - Beni confiscati a Iaria, gli ex appartamenti del boss potrebbero essere assegnati dal Ministero

CUORGNE’ - Dopo che anche il terzo tentativo, con una manifestazione sola di interesse al bando, ma inaccettabile per la mancanza dei requisiti minimi richiesti, non ha dato i frutti sperati, continua la ricerca del Comune di qualcuno disposto a prendere in gestione la villa confiscata a Giovanni Iaria. L’immobile di via Salgari e l’interessante progetto nato con l'intento di trasformare la casa in un centro per disabili, dedicato in particolare al «Dopo di noi», sono stati oggetto di discussione anche nel corso del consiglio comunale di Cuorgnè svolto oggi, mercoledì 29 novembre 2023.

«Il 22 novembre è scaduto il terzo bando per l’assegnazione del bene confiscato e ahimè è andato deserto – ha spiegato il sindaco, Giovanna Cresto – a differenza delle scorse volte c’è stata una sorta di “lettera di intenti” da parte di uno degli organismi con cui era stato preso contatto per cercare di aggiudicare la villa. Questa cooperativa si è detta interessata, ma di fatto non ha poi formalizzato un’offerta con tutta la documentazione richiesta nel bando. Abbiamo avuto già dei nuovi contatti con altre realtà potenzialmente interessate alla gestione dell’immobile. Una di questa la incontreremo venerdì. Siamo sempre in contatto con la Prefettura e l’Agenzia per i beni confiscati. Tutti i soggetti con cui abbiamo dialogato e con i cui sono stati fatti anche dei sopralluoghi in via Salgari lamentano un problema economico».

«Ci siamo aggiudicati un bando della Regione che prevedeva 50mila euro di contributi per la sistemazione del bene confiscato – ha aggiunto il primo cittadino – Purtroppo però i lavori non sono stati fatti, mancando l’assegnazione della villa. Per tanto, è partita l’ennesima richiesta di proroga per capire se la Regione terrà fermo questo contributo che servirà al futuro gestore. Chiaramente, su un immobile del genere non bastano. Questo complica la situazione. Ringrazio l’assessore, Elisa Troglia, perché ha tatto diversi incontri in questi mesi. Speriamo di riuscire a concretizzare questo lavoro, proseguendo con il progetto del “Dopo di noi”, senza dover cambiarlo. Gli altri 3 appartamenti restano dove sono. Abbiamo comunicato all’Agenzia per i beni confiscati la non volontà di assumerli in capo. Se non sistemiamo la casa è inutile farci carico anche di questi. E’ un problema generalizzato, non solo di Cuorgnè. In tutta Italia la percentuale di beni confiscati riassegnati è purtroppo bassa. Il Ministero sta anche valutando se assegnarli direttamente con progetti propri».

«Il bando è stato creato sul progetto “Dopo di noi” – ha chiesto il consigliere di minoranza, Davide Pieruccini – Forse, dopo i tre tentativi andati deserti, non sarebbe il caso di valutare se modificare anche il bando per avere più associazioni e realtà interessate alla gestione della villa? Potrebbe essere questa la chiave di volta per sbloccare l’impasse, fermo restando che per me il “Dopo di noi” resta una delle leggi più importanti e belle create in Italia. Tuttavia, forse vanno prese in considerazione altre soluzioni su come utilizzare la casa. Soluzioni sempre con finalità sociali».

«Le associazioni e soggetti contattati non sono stati pochi e c’è chi continua a essere interessato – ha specificato l’assessore alle politiche sociali, Elisa Troglia – Il problema sicuramente è economico. La villa richiede degli ingenti investimenti, anche solo per adeguarla dal punto di vista delle barriere architettoniche. Se avete fatto caso, nell’ultimo bando, si parla di un progetto “Dopo di noi” rivolto alla disabilità e psichiatria per aprire a più associazioni, enti del terzo settore e cooperative. In questo momento, ripeto la criticità è economica. Valuteremo alternative. Ci dispiacerebbe togliere il progetto come possibilità su quel bene specifico, perché è un bisogno del territorio. Il “Dopo di noi” è un’emergenza. Ci piacerebbe portarlo a destinazione. Sempre in tema di problematiche relative alla gestione di beni confiscati, parteciperemo anche ad una assemblea di Libera sul tema, proprio perché questa situazione non riguarda solo Cuorgnè ma è un problema nazionale. Non è facile assegnarli, specie in questo momento storico in cui è difficile trovare chi investe».