CUORGNE' - Unione Montana Val Gallenca e Pd alla carica per la riapertura del pronto soccorso

CUORGNE’ - Riaprire subito il pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè. Sulla delicata vicenda arriva anche la presa di posizione dell’Unione Montana Val Gallenca. «L’Unione Montana della Val Gallenca, all’interno di un lavoro di rete con altre Unioni Montane ed amministrazioni comunali locali, in primis quella cuorgnatese, ribadisce quanto espresso all’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi, ovvero che risulta necessario riattivare il pronto soccorso di Cuorgné nel più breve tempo possibile, in sicurezza ed in continuità, così come tutti gli altri servizi territoriali sospesi» spiega il presidente dell’Unione e sindaco di Prascorsano, Piero Rolando Perino. 

«Negli ultimi mesi è stata affrontata la programmazione Pnrr sulle Case e gli ospedali di comunità quando, al momento, il sistema sanitario regionale e l’Asl To4 non è in grado di garantire le risorse umane ed economiche per evitare sospensioni dei servizi al cittadino, temporanee o durature che siano – aggiunge Rolando Perino - Certi che la soluzione della protratta chiusura del Pronto Soccorso di Cuorgné sia di natura anche politica e non solo amministrativa, si invita la Regione Piemonte nella figura del Presidente e dell’Assessore alla Sanità, ad un urgente confronto con le Amministrazioni locali al fine di giungere a risposte concrete sui bisogni specifici del nostro territorio». 

Il direttivo del Partito Democratico, sezione alto Canavese, guidato dal segretario, Simona Appino, ha inoltre organizzato una riunione ad hoc sulla mancata riapertura del pronto soccorso cuorgnatese. L’incontro, a cui sono invitati tutti gli amministratori del territorio, avrà luogo il 23 giugno alle 21 nella sala conferenze della Camera del Lavoro di Cuorgnè. «Ravvisiamo drammatica ed assolutamente prioritaria la questione della mancata riapertura del pronto soccorso di Cuorgnè in quanto servizio essenziale per la popolazione del Canavese – commentano dal Pd locale – Consideriamo le motivazioni ancora recentemente opposte al ripristino del servizio appaiono del tutto risibili se riferite all’ importanza del servizio suddetto per quanto attiene la salvaguardia della salute dei cittadini e le implicanze più vaste che attengono alle dinamiche del territorio ed all’attrattività dello stesso».

«Rileviamo – puntualizza Simona Appino - che pare sussistere nel merito una non univoca percezione dell’entità del problema da parte di molte amministrazioni locali, nonché la mancanza di una precisa e determinata presa di posizione che in altri contesti regionali ha invece determinato la sollecita riapertura “post covid” dell’attività sospese per la pandemia. Riteniamo inoltre necessaria ed indifferibile un’azione congiunta e determinata nei confronti degli Enti superiori preposti alla organizzazione ed al controllo del Servizio Sanitario Nazionale da parte dei legittimi rappresentanti locali, elettoralmente delegati dai cittadini residenti nel territorio a tutelarne esigenze ed interessi primari. Per questo, superata volutamente la contingenza elettorale affinché l’iniziativa non potesse essere interpretata come strumentale, invitiamo tutti gli amministratori del territorio dell’alto Canavese alla riunione. Questo al fine di identificare una comune e condivisa strategia di intervento per ottenere, al più presto ed in tempi certi, la riapertura del servizio di pronto soccorso presso l’ospedale di Cuorgnè, che si ritiene non più differibile».