CUORGNE' - Tre giorni in presidio davanti al pronto soccorso: raccolte più di 1000 firme - FOTO

CUORGNE’ - Solidarietà, rispetto, voglia di rappresentanza, sostegno, testimonianze, racconti. C’è stato questo e molto altro nel presidio di 48 ore consecutive, realizzato dal consigliere comunale di Cuorgnè, Davide Pieruccini, davanti all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè. Un sit-in pacifico iniziato venerdì 22 luglio alle 19 e terminato domenica 24. Un’iniziativa originale e significativa, nata per chiedere l’immediata riapertura h24 del pronto soccorso e realizzata con l’aiuto della collega di opposizione consiliare, Lidia Perotti,e di altri preziosi volontari. 

 «E’ stata una bella avventura, stancante ma ricca di soddisfazione – ha commentato il consigliere comunale di Cuorgnè, Davide Pieruccini – La stanchezza è stata superata grazie al sostegno e affetto delle persone, dimostrati con la presenza, con le tante firme alla petizione, con i piccoli grandi doni, dall’acqua al cibo, portati a me e ai volontari del sit-in. Il modo migliore per dire grazie a chi si è impegnato in questa iniziativa e ci ha messo la faccia per portare all’attenzione generale un tema davvero importante come la riapertura del Pronto soccorso dell’ospedale».

Sono state più di mille le firme raccolte durante il week-end. «Abbiamo ascoltato tante storie, tante testimonianze ma anche assistito personalmente – racconta Davide Pieruccini – ad una mamma arrivata all’una di notte con l’auto guidata dal marito fino davanti all’ingresso del Pronto per poi chiederci dove potevano portare il figlio che stava male. Non abbiamo potuto fare altro che dire a due genitori, preoccupati per il loro bimbo che non stava bene, di fare altri 30 chilometri per portarlo in un altro ospedale. E’ davvero ora di dire basta. Quello di Cuorgnè è l’unico pronto soccorso che non ha riaperto dopo le fasi più critiche della pandemia. Abbiamo diritto di curarci nelle zone in cui viviamo e di disporre di un punto di riferimento vicino per le emergenze».

Tantissime le persone che si sono recate presso il gazebo piazzato davanti all’ospedale cittadino. Dai soci dell'Inter Club Canavese a quelli del Milan Club Canavese, fino alla maestra e volontaria, Antonella Grandizio, che ha lanciato un personale e accorato appello: «Ringrazio Davide Pieruccini e Lidia Perotti per questa iniziativa. Per me è l’occasione di togliermi un peso che ho sullo stomaco da 10 anni. Oggi mancano i medici per riaprire il pronto soccorso, quando negli anni passati dottori come mio marito, Luigi Spadafora, ex medico del 118, sono stati mandati in pensione anche se non ce n'era bisogno. Adesso dicono che non ci sono medici, e questo mi fa male. Riaprire subito il pronto soccorso di Cuorgnè è importante. In quel reparto c’erano dottori e infermieri umani e preparati».