CUORGNE' - Summit in Regione sull'ospedale: il pronto soccorso, per ora, resta chiuso

CUORGNE' - Si è tenuto all’Assessorato regionale alla Sanità un incontro tra l’assessore Luigi Genesio Icardi ed il sindaco di Cuorgnè, Giovanna Cresto, con la partecipazione anche del vice sindaco di Cuorgnè, Vanni Crisapulli, e del direttore generale dell’Asl To4 Stefano Scarpetta. L’incontro, richiesto dall’amministrazione comunale di Cuorgnè, è servito per fare il punto sulla situazione del pronto soccorso; inoltre, il sindaco ha colto l’occasione per richiedere ai vertici regionali un confronto più ampio sull’intero ospedale, evidenziando come negli ultimi 10 anni non sia mai stato redatto un piano strategico sul nosocomio cuorgnatese.

A fronte di queste considerazioni, l’assessore ha ribadito la volontà di preservare e valorizzare l’ospedale. «Purtroppo la volontà in questo momento storico si scontra con una carenza di medici a livello nazionale nonostante le numerosi e iniziative intraprese dall’Asl per il reperimento delle risorse mancanti», ha precisato Icardi. In tal senso, l’impegno sarebbe dimostrato dalle numerose iniziative intraprese dall’azienda sanitaria per reperire le risorse mancanti, non ultime il concorso per i medici specialisti in ortopedia (i cui risultati saranno comunicati nelle prossime settimane per quanto riguarda i tempi determinati, con iter più lunghi per i tempi indeterminati) e la manifestazione di interesse per la gestione della sala gessi.

Durante l’incontro, tutti i partecipanti hanno condiviso la necessità, come evidenziato dall’amministrazione di Cuorgnè, di arrivare a una riapertura in sicurezza e in continuità del pronto soccorso e di una programmazione a medio-lungo termine per tutto il presidio. A ulteriore garanzia del percorso intrapreso, l’assessore Icardi ha comunicato di aver affidato uno studio ad una società specializzata che, partendo da un’analisi complessiva dei bisogni di salute di tutto il territorio dell'Asl To4. «L’obiettivo è quello di garantire, anche in un panorama così difficile e complesso, una concreta prospettiva di rilancio e una sostenibilità nel tempo dei servizi sanitari a favore del territorio considerando anche le aree più disagiate come Cuorgnè e Lanzo».