
Società in liquidazione e immobile (di nuovo) in vendita. Chissà se sarà l'ultimo capitolo della "sprecopoli" made in Cuorgnè. Quella della Manifattura 2001, un carrozzone pubblico fondato da Comune, Comunità montana Alto Canavese e Asa. In oltre dieci anni di attività, pur costando 300 mila euro ai cittadini (soldi ovviamente pubblici), non ha prodotto nulla. Avrebbe dovuto gestire la trasformazione della manifattura di Cuorgnè in un moderno centro servizi con piscine, alberghi, ristoranti, negozi e alloggi di pregio. Ovviamente non si è fatto nulla, nonostante le rassicurazioni, a più riprese, dell'allora sindaco Giancarlo Vacca Cavalot. Non c'è bisogno di "Report" per scoprire gli altarini. Assurdo, però, che alcuni dei protagonisti di allora siedano ancora in consiglio comunale (a Cuorgnè ovviamente).
Oggi, con la società destinata a chiudere (meglio tardi che mai), il liquidatore ha di nuovo messo all'asta lo stabile ancora di proprietà del carrozzone pubblico. 23 mila metri quadrati della vecchia filanda, ovviamente da ristrutturare perchè nel corso degli anni (fallito persino il progetto di realizzare degli alloggi popolari Atc), quella porzione dell'ex stabilimento industriale è diventata poco più di un rudere. Andrà a bando per 450 mila euro. Le offerte dovranno arrivare entro il 16 dicembre nello studio del notaio Maurizio Gallo Orsi di Torino.
Sarà la volta buona? Con il mercato immobiliare stagnante da un paio d'anni, la crisi economica e tutto il resto, sarà davvero venuto il momento di cedere anche l'ultima parte della vecchia Manifattura? Difficile ma non impossibile. Benchè di privati disposti a investire, a Cuorgnè come nel resto del Canavese, non se ne vedono da parecchio tempo. Vada come vada, la cessione dell'immobile non cancellerà la vergogna del carrozzone pubblico che ha mantenuto inspiegabilmente per quasi quindici anni un consiglio di amministrazione inutile. Certo, allora c'era l'Asa da mungere e tutto era consentito. I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti.








