CUORGNE' - Manca un gestore, 125 anni di storia della Società dei Ronchi a rischio - FOTO

CUORGNE’ - Centoventicinque anni di storia a rischio. Le lancette dell’orologio corrono indietro nel tempo fino all’agosto 1898, quando in frazione Ronchi San Bernardo di Cuorgnè venne costituita la locale Società Agricola Operaia. A dare il via a quel lungimirante progetto furono 44 soci fondatori, tutti proprietari agricoli. La Saoms si pose come scopo il benessere materiale e morale dei suoi iscritti, promuovendo a tal fine: la fratellanza, la solidarietà, il mutuo soccorso, facilitando l'acquisto dei generi di prima necessità. Con il tempo quei locali caratteristici, a due passi dalla chiesetta del paese, sono diventati un luogo del cuore e un punto di riferimento per la borgata e non solo.

Oggi, purtroppo, dopo gli anni difficili della pandemia, la Società agricola operaia di mutuo soccorso vive un periodo molto delicato. Manca un gestore che porti avanti nello stabile, come avvenuto in passato, un’attività di ristorazione o utilizzi quegli ampi spazi per altre importanti e durature iniziative. Il direttivo della Società, guidato dal presidente Gilberto Trione, sta cercando di fare il possibile per sbloccare questa impasse ed evitare che lasciandola chiusa per tanto tempo peggiori sia lo stato di salute dei locali sia la situazione economica del sodalizio: «La Società agricola operaia è proprietaria dei muri – spiega Gilberto Trione – E’ un’immobile storico, che è stato ristrutturato più volte nel corso degli anni e che versa in buone condizioni. Purtroppo, dopo la chiusura del ristorante “A’ merenda” di Aldo Monale è rimasto vuoto. Di fatto siamo senza un gestore da due anni. Abbiamo riavviato le utenze di acqua ed energia elettrica per l’utilizzo delle sale, ma non è bastato. Le spese aumentano e la situazione è sempre più complicata».

«L’affitto è congruo: 550 euro al mese. Il locale è spazioso, su più piani. C’è anche un alloggio per il gestore. Ci sono stati dei colloqui con delle persone interessate, ma la criticità maggiore al momento sembra essere quella di doversi accollare l’acquisto delle attrezzature per l’avvio dell’attività – aggiungono dalla Società agricola di Ronchi, che conta una 60ina di soci – Più resta vuoto, più lo stato delle mura peggiora. Siamo preoccupati. Facciamo un appello perché, dopo tutti gli sforzi fatti dai nostri avi a portare avanti la Saoms con uno scopo sociale e di aiuto per la gente, sarebbe un enorme peccato perdere tutto».