CUORGNE' - Schiaffo del Tar all'ex sindaco Cavalot: non avrà il doppio stipendio
Niente doppio stipendio per l'ex presidente del consiglio provinciale (ed ex sindaco di Cuorgnè), Giancarlo Vacca Cavalot. Il Tar del Piemonte ha respinto il suo ricorso che mirava a ottenere dal Comune 10.457,87 euro per le indennità di funzione maturate tra il settembre 2009 e il maggio 2010. Stipendi mai incassati da Cavalot nonostante, allora, ne avesse anche il diritto, secondo una sentenza del Tar Piemonte che, solo a giugno 2010, è stata superata dalla nuova legge. Quella varata dal Governo che, dopo anni di incertezza, ha chiarito una volta per tutte che il doppio emolumento, per i politici, non è consentito. 
 
Solo nel gennaio del 2013 l’ex borgomastro si è accorto del vuoto normativo e ha presentato ricorso al Tar chiedendo al Comune il pagamento degli arretrati. L’amministrazione Pezzetto si è ovviamente opposta e i giudici le hanno dato ragione. 
 
«Il ricorrente - scrivono i giudici nella sentenza - dopo aver ricevuto la determinazione prot. 7739 dell’8 maggio 2008 con cui la Provincia lo invitava a comunicare entro il 23 maggio 2008 l’opzione tra l’indennità di funzione quale sindaco di Cuorgnè e i gettoni di presenza quale consigliere provinciale e vice presidente della provincia di Torino, non solo non ha impugnato tale provvedimento (come invece hanno fatto altri sindaci/consiglieri provinciali), ma con nota del 7 settembre 2009 indirizzata alla Provincia e per conoscenza al Comune di Cuorgnè, ha dichiarato di “volersi avvalere del gettone di presenza della Provincia di Torino, rinunciando nel contempo a quello del Comune di Cuorgnè, a decorrere dal 1 ottobre 2009.
 
Ritiene il collegio che nel caso di specie il comportamento serbato dal ricorrente dopo la notifica della determinazione provinciale dell’8 maggio 2009 (mancata impugnazione dell’atto ed espressa rinuncia all’indennità di sindaco, nell’esercizio dell’opzione attribuitagli dalla Provincia) attestino in modo univoco la volontà del ricorrente di accettare gli effetti di tale determinazione».
 
Insomma, Cavalot non prenderà un euro. Allora disse di aver "donato" i suoi stipendi per finanziare i calendari storici e un libro su Cuorgnè. In realtà, come ha confermato il Tar, non è avvenuta nessuna donazione dal momento che quegli stipendi non gli erano dovuti.